L’incidente
Lucca, il tragico ritrovamento nella cisterna: giallo sulla morte – Chi è la vittima
La scoperta in località Pian di Gragno: il corpo è stato trovato nella fossa biologica della vecchia stalla vicino alla sua casa
BARGA. Da lunedì non aveva più contatti con gli amici e la cugina, l’unica parente rimasta. Ma Mauro Tazzioli non si era allontanato dalla propria abitazione in località Pian di Gragno, zona immersa nelle campagne del comune di Barga. Il suo corpo, scoperto nella tarda serata di mercoledì 5 agosto, era all’interno della fossa biologica della sua stalla, situata sul retro dell'abitazione.
È avvolta nel mistero la morte del 66enne, in passato titolare di una falegnameria, celibe, che conduceva una vita riservata con la passione per l’agricoltura e la cura dei terreni di sua proprietà. In quei campi, una volta, era presente un allevamento di animali mentre la cisterna, in origine destinata a raccogliere le deiezioni, ora risultava piena d'acqua.
La scoperta
Da qualche giorno il 66enne non rispondeva al telefono, così la cugina Paola Tazzioli, ex dipendente comunale, ha chiesto a un amico di andare a controllare a casa di Mauro. Arrivato sul posto, l’uomo è subito insospettito dalla presenza di un paio di ciabatte vicino alla botola di accesso della cisterna. Affacciandosi nota una scala che galleggia al suo interno. Nel tentativo di recuperarla dalla fanghiglia, l'uomo scorge un braccio. Sono da poco passate le 21 quando il conoscente, giunto sul posto insieme al fratello, allerta i soccorsi.
Ma le operazioni di recupero della salma sono talmente complicate da richiedere l’intervento del nucleo sommozzatori del Comando di Firenze oltre che di una squadra Saf (Speleo alpino fluviale) della sede centrale di Lucca e di un team dei vigili del fuoco di Castelnuovo. Solo alle 4 di notte il cadavere viene riportato in superficie. Sul posto arrivano l'automedica, l'ambulanza della Misericordia, i carabinieri di Barga e del radiomobile.
Gli sviluppi
La dinamica dell'accaduto, che ha scosso questo tranquillo lembo della campagna barghigiana, deve essere ancora chiarita. Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore Salvatore Giannino che ha disposto l’esame esterno del cadavere, portato all’obitorio di Lucca, ed eventualmente l’autopsia. Intanto, le forze dell'ordine hanno effettuato alcuni rilievi per ricostruire i fatti. L'ultimo contatto di Tazzioli con una persona, proprio l’amico che l’ha ritrovato, risale a domenica. Un dialogo tranquillo incentrato su alcuni progetti da realizzare in zona.
La mattinata successiva (lunedì 3 agosto) l'uomo è tornato a cercare il 66enne a casa ma senza trovarlo, notando come la porta dell’abitazione fosse aperta e ci fossero dei vestiti stesi ad asciugare. Due aspetti ai quali sul momento non ha dato peso perché Tazzioli era solito lasciare la propria casa senza dare preavvisi. Nel pomeriggio di mercoledì, l'amico ha ricevuto la telefonata della cugina che, recatasi a sua volta nel casolare dell'uomo, non l'aveva trovato. Al momento nessuna ipotesi è esclusa. La più probabile è che l’uomo si sia calato nella cisterna per qualche motivo, ma poi non si più riuscito ad uscirne. Ma è solo una delle tante ipotesi al vaglio degli inquirenti.
Chi era la vittima
Uomo schivo e molto riservato, Mauro Tazzioli aveva un rapporto cordiale con le persone che abitavano a Pian di Gragno. Definirli vicini di casa sarebbe azzardato dato che la proprietà del 66enne era in una zona isolata. Un saluto, comunque, non mancava mai. La sua cerchia di amici era formata perlopiù da colleghi agricoltori. Il giovedì si recava al mercato a Castelnuovo.
Avendo a che fare con campi estesi, Tazzioli talvolta ospitava nella sua abitazione persone che gli davano una mano. Persone che in queste ore sono state sentite dai carabinieri, senza che siano emersi elementi particolari. Passioni poche, eccezion fatta per la cura dei gatti che sfamava davanti casa, nella cornice di un'esistenza normale come tante altre e terminata in maniera improvvisa.
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