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Bagno a Ripoli, fuoco al Leccio di Belmonte: il gigante di 600 anni sfregiato nella notte

di Redazione Firenze
Bagno a Ripoli, fuoco al Leccio di Belmonte: il gigante di 600 anni sfregiato nella notte

Il sindaco Pignotti annuncia denuncia: «Un oltraggio alla comunità, qualcuno lo ha bruciato». Verifiche sulla stabilità dell’albero monumentale

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BAGNO A RIPOLI. Il fuoco ha divorato uno dei grandi rami che per secoli hanno sorretto il Leccio di Belmonte. Una ferita profonda, aperta nel cuore dell’albero monumentale che domina la collina sopra l’Antella.

Nelle immagini diffuse dal sindaco Francesco Pignotti si vede il tronco annerito, una vasta cavità interna trasformata in una fornace, il legno carbonizzato che risale verso l’alto. A terra giace una branca spezzata, enorme, strappata dal peso del cedimento dopo l’incendio.

Cosa è successo

Per il Comune non ci sono dubbi sulla natura dell’episodio. «Qualcuno ha dato fuoco al Leccio di Belmonte, l’albero secolare più antico del nostro territorio, con oltre seicento anni di vita», scrive Pignotti in un lungo post pubblicato sui social. Stamani il sindaco, insieme al vicesindaco Francesco Conti, si recherà a sporgere denuncia alle forze dell’ordine.

L’incendio sarebbe divampato durante la notte. Il rogo ha colpito il punto più vulnerabile dell’esemplare, già caratterizzato da una grande cavità nel tronco centrale. Le fotografie mostrano il legno bruciato in profondità e una delle branche principali completamente collassata sul terreno. Attorno alla base restano cenere, residui combusti e segni evidenti dell’azione delle fiamme.

«Un oltraggio, uno sfregio spudorato a tutta la comunità, a un pezzo della nostra storia, a un vero e proprio monumento», scrive il sindaco. «Un albero secolare non brucia da solo, di notte, lontano da tutto».

Un leccio-simbolo

Il Leccio di Belmonte, una Quercus ilex che sorge nell’area della Fattoria di Belmonte, è considerato uno dei patriarchi verdi del territorio fiorentino. Inserito nell’elenco degli alberi monumentali della Toscana e successivamente in quello nazionale, presenta una circonferenza superiore ai sette metri e una chioma che si estende per quasi trenta metri. Negli anni è diventato il simbolo di una battaglia civica per la tutela del patrimonio naturale e storico locale.

Proprio nelle ultime settimane l’amministrazione comunale stava lavorando, insieme alla Misericordia di Firenze proprietaria del terreno e all’associazione Amici del Leccio, per rendere stabilmente fruibile l’area. Le scuole erano tornate in visita sotto i suoi rami e si discuteva dell’acquisizione pubblica del terreno. 

Si può salvare?

Ora la priorità è capire se il gigante verde potrà sopravvivere. I vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere le fiamme. Nelle prossime ore saranno effettuate verifiche tecniche sulle condizioni strutturali dell’albero. «Faremo di tutto per accertare quello che è successo», assicura Pignotti. «Noi faremo di tutto per salvare il nostro Leccio di Belmonte».

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