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Firenze, residenza universitaria senza acqua da giorni: 268 studenti traslocano

di Redazione Firenze

	I bagni chimici fuori dalla residenza universitaria Calamandrei su viale Morgagni
I bagni chimici fuori dalla residenza universitaria Calamandrei su viale Morgagni

Allo studentato di viale Morgagni docce nei piazzali e bagni chimici. Il problema causato da un guasto all’impianto

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FIRENZE. Alla Calamandrei adesso si parte con le valigie. Non tutti, non insieme. La residenza universitaria di viale Morgagni, quattro torri del 1974, lunedì (25 maggio) comincerà a svuotarsi a pezzi. Sono 268 gli studenti che hanno accettato il trasferimento temporaneo in attesa che torni l’acqua ai piani alti, dove da una settimana non funzionano docce, wc e lavandini. Altri 160 hanno scelto di restare, usando i servizi del piano terra e quelli montati nel cortile, tra bagni chimici e docce esterne.

Dove vanno gli studenti

La mappa è già scritta. Ottanta ragazzi andranno alla residenza Caponnetto, a Novoli. Centotrenta nello studentato della Fondazione Ceur, in via Pietrapiana. Cinquanta negli alloggi Aparto Student, tra via Panciatichi e Manifattura Tabacchi. Quattro al Campus X, sempre in viale Morgagni. Un trasloco spezzato dentro la città, con letti provvisori, zaini, esami da preparare. Secondo Ardsu la riparazione delle pompe dovrebbe essere effettuata entro venti giorni.

Il guasto riguarda le pompe che spingono l’acqua verso i piani superiori. Dovevano essere sostituite ad agosto, ma si sono fermate prima dell’estate. Prima sono state svuotate le vasche dell’impianto, cinque o seimila litri, poi le pompe sono state smontate e consegnate ai tecnici. Mensa e lavanderia sono rimaste in funzione, le pulizie sono state potenziate, sono arrivate dodici docce esterne, dodici bagni chimici e poi otto docce temporanee all’interno.

La protesta degli universitari

La risposta degli universitari arriva arriva con un presidio convocato per lunedì 25 maggio alle 10 davanti al Consiglio regionale. Per loro il caso Calamandrei non è «isolato e nemmeno accidentale». È il risultato di anni in cui Ardsu avrebbe avuto «la tendenza a ignorare gli interventi di manutenzione ordinaria nelle residenze universitarie», fino a dover ricorrere a chiusure temporanee. Sul guasto contestano i tempi: «Il tecnico è intervenuto solo dopo cinque giorni e i tempi di riparazione stimati sono ancora oggi completamente incerti». Chi resta deve lasciare la stanza ogni volta che ha bisogno dell’acqua. Per circa 400 studenti, denunciano, ci sono soltanto due lavatrici. La protesta allarga il perimetro. Gli studenti parlano di «conseguenza dei tagli al finanziamento del diritto allo studio in Italia» e indicano per la Toscana il rischio di 5.256 borse e 767 posti alloggio in meno, oltre alla chiusura serale delle mense convenzionate nel 2027 e di tutte le mense nel 2028. Chiedono all’assessora Cristina Manetti di «uscire dall’ambiguità e dal silenzio». Udu Firenze aveva già legato l’emergenza al definanziamento: «Senza finanziamenti le residenze stanno crollando». Azione universitaria parla di «gestione a dir poco catastrofica del Dsu toscano».

L'intervento di ristrutturazione

Il quadro edilizio era stato tracciato con nettezza anche dal presidente di Ardsu Marco Del Medico, intervistato dal Corriere Fiorentino. «Quegli edifici, che sono del 1974, andrebbero demoliti e ricostruiti», ha detto, spiegando che ogni anno vengono messe «pezze» con manutenzioni ordinarie e straordinarie. Per il Calamandrei serve «un intervento pesante di ristrutturazione complessiva, anche in chiave antisismica», con chiusura della struttura e posti alternativi per circa 400 studenti. L’intervento era previsto per 12-15 milioni ed era stato inserito nel bando di partnership pubblico-privato, poi andato deserto.

La vicenda entra nel confronto politico. Per il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Zoppini «la responsabilità di questa situazione indegna è dell’Ardsu», che avrebbe «un tasso di realizzazione degli interventi programmati e finanziabili intorno al 28%». Dmitrij Palagi, capogruppo di Sinistra Progetto Comune, ricorda la convenzione firmata dal Comune con la Regione e annuncia una domanda di attualità sugli impegni assunti nel 2021. La sindaca Sara Funaro parla di «massima attenzione» e dice che, se necessario, il Comune si confronterà.

Nel cortile restano i prefabbricati, i bagni esterni, le docce provvisorie. Dentro, ai piani alti, l’acqua ancora non sale. Qualcuno prepara la borsa per Novoli, qualcuno aspetta in stanza. Il tempo della riparazione comincia dalle ruote dei trolley.
 

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