Uffizi, scotch sulla Nascita di Venere: assoluzione beffa nel processo
Restano le maxi-multe agli attivisti di “Ultima Generazione”. I tre autori del blitz dovranno pagare ventimila euro a testa
FIRENZE. Il Tribunale di Firenze ha assolto tre attivisti di “Ultima Generazione”, difesi dall’avvocato Luigi Dell’Aquila, per l’azione del 13 febbraio 2024 al Museo degli Uffizi, in cui immagini delle alluvioni di Campi Bisenzio, appese con scotch di carta, vennero attaccate alla teca della “Nascita della Venere” di Sandro Botticelli. L’azione si è svolta all’interno della campagna Fondo Riparazione, che chiedeva l’istituzione di un fondo da 20 miliardi per risarcire i cittadini colpiti da catastrofi climatiche come alluvioni e siccità. I tre attivisti sono stati denunciati per interruzione di pubblico servizio, manifestazione non autorizzata e violazione obbligo di dimora.
Il blitz degli attivisti di “Ultima Generazione” fece scalpore soprattutto perché l’opera scelta dai tre attivisti è conosciuta in tutto il mondo ed è uno dei simboli del Rinascimento fiorentino.
L’assoluzione è la 75ª per le azioni di Ultima Generazione, rende noto un comunicato dell’associazione ambientalista. L’assoluzione non riguarda però la multa da 20.000 euro a testa ricevuta ai sensi del cosiddetto “decreto eco-vandali”, approvato definitivamente alla Camera il 18 gennaio 2024, che prevede sanzioni da 10.000 a 60.000 euro per chi deturpa o danneggia beni culturali.
“Ultima Generazione” definisce il decreto «una legge inutile dal punto di vista giuridico: il reato di danneggiamento era già perseguibile dal codice penale, ma non poteva essere contestato perché il danneggiamento non c’era mai stato» e «allora si è deciso di punire l’imbrattamento e quindi anche lo scotch di carta», un «decreto costruito su misura per noi, come ha denunciato Amnesty International, con l’unico scopo di criminalizzare l’attivismo climatico».
Giacomo, 31 anni, informatico, è uno dei tre attivisti che sono stati assolti ma che dovranno pagare la multa (salvo vincere un ricorso). Dopo l’assoluzione ha commentato: «Sono stato assolto. Ed è un sollievo, per me e per chi mi vuole bene. Ma questa parola non chiude nulla. Quel giorno agli Uffizi abbiamo attaccato delle fotografie su un vetro con dello scotch di carta. Immagini di case sommerse, di strade diventate fiumi, di famiglie di Campi Bisenzio che avevano perso tutto. Nessuna distruzione, nessuna violenza. Solo immagini di una realtà che questo Paese si ostina a ignorare. Il tribunale ha riconosciuto che non era un reato. Ma la multa da 20.000 euro rimane per quello scotch di carta. Nel frattempo, anziché legiferare per la transizione energetica, questo governo ha prodotto decreto dopo decreto per silenziare chi protesta. Mi chiedo quante leggi si sarebbero potute scrivere in questi anni per liberarci dalla dipendenza dal gas, per rendere le nostre case e le nostre bollette indipendenti dalle crisi geopolitiche e dalle speculazioni dei mercati. Oggi le famiglie italiane si trovano a fare i conti con bollette insostenibili, proprio perché quella transizione è stata rimandata, sabotata, derisa. E chi lo denunciava veniva portato in tribunale. Non mi pento di nulla. Perché quella fotografia mostrava la verità. E la verità non si può condannare anche quando costa ventimila euro provarci».
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