Il Tirreno

Firenze

Infrastrutture e beni culturali

Tramvia, il cantiere può ripartire: le mura di Dante verranno rimosse. Ma le soprintendenze dettano le condizioni

di Sabrina Carollo e Mario Neri
Tramvia, il cantiere può ripartire: le mura di Dante verranno rimosse. Ma le soprintendenze dettano le condizioni

I cantieri per la linea diretta a Bagno a Ripoli possono riprendere, ma parte della cinta trecentesca va preservata per essere studiata

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FIRENZE Dante, alla fine, cede il passo al tram. Con una decisione attesa e politicamente pesante, la Commissione regionale per il patrimonio culturale della Toscana ha dato il via libera alla rimozione parziale delle mura medievali riemerse in piazza Beccaria, consentendo così la prosecuzione dei lavori della linea tramviaria per Bagno a Ripoli. Le mura trecentesche non saranno cancellate, ma smontate quel tanto che basta per far passare le grandi condotte dell’acqua. Mezzo arco, non di più. Il resto resterà dov’è, studiato, documentato, schedato. E poi ricoperto.

È la fine di una vicenda che per settimane ha tenuto bloccato il cronoprogramma della linea 3.2.1, legata ai tempi rigidi del Pnrr e già minacciata da ritardi stimati in tre o quattro mesi. Un caso tecnico diventato da diplomazia istituzionale fra Palazzo Vecchio e Palazzo Pitti rimpallati tra relazioni, richieste, sopralluoghi e accuse incrociate. Ora la parola è passata alla Corepacu (la Commissione regionale patrimonio culturale composta dai soprintendenti della Toscana), che ieri ha esaminato la richiesta formale del Comune - presentata il 15 e 16 gennaio - e l’ha accolta. Non senza condizioni. «Le proposte di aggirare la struttura o di attraversarla passando sotto la volta del ponte sono state ritenute dal Comune non fattibili e impossibili da realizzarsi dal punto di vista tecnico», spiega la soprintendente Antonella Ranaldi. «Per questo è stata presentata la richiesta di rimozione parziale. La Commissione ha accolto la domanda al fine di consentire la realizzazione delle opere di progetto delle condotte dell’acqua, con precise prescrizioni: la struttura dovrà essere documentata e conservata nella parte residuale, limitando lo smontaggio alla sola parte strettamente necessaria al passaggio delle tubazioni e della trincea, circa metà dell’arcata».

Un intervento chirurgico, dunque. Con tanto di assistenza archeologica durante lo smontaggio e un lavoro scientifico che, nelle intenzioni della Soprintendenza, dovrà trasformare il cantiere in un’occasione di conoscenza. «Abbiamo raccolto un gruppo di studiosi ed esperti affinché il ritrovamento contribuisca allo studio del sistema di fortificazioni medievali, insieme agli altri rinvenimenti emersi in vari punti della città», aggiunge Ranaldi. Un modo per salvare almeno la memoria di un avamposto trecentesco già in parte ferito dai lavori ottocenteschi del Poggi e dalla costruzione dei viali.

Dal fronte comunale il sospiro di sollievo è evidente: «Siamo contenti - dice l’assessore alla mobilità Andrea Giorgio - che nella decisione della Commissione siano state ascoltate le nostre ragioni. Una decisione che, nell’equilibrio tra interessi diversi, ha fatto prevalere una visione del futuro della città». E ringrazia la Soprintendenza «per la collaborazione di questi mesi». La tramvia, ribadisce, è «l’opera più importante per migliorare la vita dei fiorentini». Ora la parola passa alle ditte: «Chiederemo il massimo impegno per recuperare i ritardi accumulati».

Anche la sindaca ora celebra l’accordo, plaude alla collaborazione degli uffici del Mic, alla dimostrazione di equilibrio e sostiene che la «valorizzazione dei ritrovamenti e la prosecuzione dei lavori non sono obiettivi in contrapposizione ma due parti dello stesso percorso – dice Sara Funaro – Ringrazio la Soprintendenza e tutti gli uffici che hanno lavorato a questo risultato: oggi possiamo andare avanti con un progetto importante per Firenze, nel rispetto della nostra storia e con uno sguardo rivolto al futuro».

La partita di piazza Beccaria si chiude mentre, quasi in parallelo, Palazzo Vecchio incassa anche il via libera della commissione urbanistica alla variante per la linea 4.2, quella che collegherà le Piagge a Campi Bisenzio

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