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Peretola, ambientalisti all’attacco: quattro ricorsi contro la nuova pista

di Redazione Firenze
Peretola, ambientalisti all’attacco: quattro ricorsi contro la nuova pista<br type="_moz" />

Quattordici associazioni al Tar. Gli ingegneri: «Bene lo studio sul rumore»

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FIRENZE. Quattordici associazioni ambientaliste portano la nuova pista di Peretola davanti al Tar. Quattro ricorsi, notificati venerdì scorso ai ministeri e alle amministrazioni coinvolte, chiedono l’annullamento del decreto Via-Vas del Mase che ha certificato la «presunta compatibilità ambientale» tra lo sviluppo dell’aeroporto di Firenze e l’area del Parco agricolo della Piana Firenze-Prato-Pistoia. Un fronte largo, che va dagli Amici di Pisa al Comitato No Aeroporto di Prato e Provincia, da Italia Nostra a Legambiente, da Wwf e Lipu a Medicina Democratica, fino all’Ordine degli architetti di Prato, che riapre il contenzioso sul progetto della nuova pista e sul suo impatto territoriale. La mossa non arriva in solitaria. Dopo i Comuni “no pista”, la partita si sposta nelle aule del tribunale amministrativo toscano. Lo studio legale Giovannelli, Masi, Cecconi & Associati ha impugnato il decreto Via-Vas n. 678/2025 e tutti gli atti connessi, contestando l’impianto valutativo che, secondo i ricorrenti, non garantirebbe tutele sufficienti per l’ecosistema della Piana e per il sistema delle aree protette. Al centro, ancora una volta, il nodo tra infrastruttura strategica e paesaggio, tra sviluppo e salute pubblica.

Nel mirino finiscono le interferenze con il Parco agricolo, la pressione acustica e atmosferica sui centri abitati, il consumo di suolo e la frammentazione degli habitat. Le associazioni parlano di una compatibilità «sulla carta», costruita su presupposti che non terrebbero conto delle specificità della Piana e della sua vulnerabilità. Per questo chiedono al Tar di fermare l’iter e di rimettere in discussione l’intero impianto autorizzativo. Il contesto, però, è quello di una Piana attraversata da posizioni sempre più polarizzate. Da un lato, il fronte contrario alla nuova pista che invoca una moratoria e un ripensamento complessivo; dall’altro, chi considera Peretola un tassello irrinunciabile per la competitività dell’area metropolitana e della Toscana per tenere testa alla concorrenza di Bologna. In mezzo, amministrazioni e categorie chiamate a misurarsi con dati, studi e compensazioni.

Non a caso, nelle stesse ore in cui partono i ricorsi, si apre un altro capitolo: quello del rumore. Il commissario straordinario del Comune di Prato, Claudio Sammartino, ha promosso uno studio sull’impatto acustico del futuro assetto aeroportuale e ha chiesto alla Regione l’apertura di un tavolo tecnico. Un’iniziativa accolta con favore dall’Ordine degli Ingegneri di Firenze. «Entrare nel merito con analisi tecniche e dati misurabili è una buona notizia», osserva la presidente Claudia Nati, rivendicando un approccio “razionale, senza pregiudizi né semplificazioni”. Perché la Piana non è un blocco uniforme: distanze dalle traiettorie di volo, caratteristiche insediative e criticità cambiano da Comune a Comune. «Servono valutazioni contestualizzate, capaci di leggere le diverse realtà territoriali», insiste Nati. E servono, aggiunge, strumenti di pianificazione, misure di mitigazione e possibili compensazioni per governare un’infrastruttura che resta strategica. Il punto è tutto qui: tra ricorsi e tavoli tecnici, tra perizie e controperizie, Peretola torna a essere il terreno su cui si misura la capacità della politica di tenere insieme sviluppo e qualità della vita. Con una certezza: la nuova pista, prima ancora che decollare, dovrà attraversare un’altra lunga pista, quella dei tribunali.
 

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