Il Tirreno

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La tragedia

Poliziotto morto a Calenzano, conducente positivo all'alcol arrestato e subito liberato

Poliziotto morto a Calenzano, conducente positivo all'alcol arrestato e subito liberato

L'uomo avrebbe fatto un sorpasso azzardato in curva, ma quella strada presenta molti motivi di preoccupazione da tempo

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CALENZANO. È stato arrestato e poi liberato dopo una notte in caserma il conducente della Fiat Panda che  si è schiantata la Moto Guzzi condotta da Matteo Petti, il poliziotto di 59 anni in servizio all’ufficio immigrazione della Questura di Firenze che domenica pomeriggio è morto mentre percorreva la strada provinciale Barberinese all’altezza della località la Selva. Nell’incidente è rimasta ferita in maniera molto grave anche la compagna di Petti, Alessandra Tosi di 57 anni, ora ricoverata all’ospedale di Careggi.

Il conducente della Panda è stato fermato d’iniziativa domenica pomeriggio dai carabinieri perché era risultato positivo all’alcol test (con un tasso di 0,87) e sembrava che avesse dei precedenti specifici, circostanza poi smentita. Per questo l’uomo ieri mattina è tornato in libertà e il gip ora deciderà sulla convalida dell’arresto.

Una curva "presa larga" e l'impatto

La dinamica dell’incidente, grazie ai rilievi dei carabinieri e della polizia municipale di Calenzano, sembra abbastanza chiara. Lo scontro frontale tra la moto di Petti e la Panda è avvenuto in corrispondenza di una curva: la moto saliva verso le Croci mentre l’utilitaria scendeva verso Calenzano. Nell’affrontare la curva la Fiat Panda avrebbe superato la linea di mezzeria, forse a causa di un sorpasso azzardato, e si è trovata in linea di collisione con la moto, che non ha potuto evitare l’impatto con lo spigolo destro della Panda. I due coniugi in sella alla moto sono stati catapultati una ventina di metri più avanti, mentre il conducente della Panda è rimasto illeso.

Più dell’alcol, in questo caso potrebbe aver giocato un ruolo decisivo una manovra azzardata in un tratto di strada che non ammette errori. Non a caso su un lampione a pochi metri da dove è finita la moto di Matteo Petti c’era già un mazzo di fiori, quasi certamente il segno di un altro incidente mortale avvenuto lì in passato.

Intanto il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani, dopo aver espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia di Petti, ieri ha scritto alla Prefettura per chiedere un tavolo di coordinamento con tutti gli enti interessati e competenti, in modo da analizzare e considerare eventuali misure per migliorare la sicurezza stradale sulla Barberinese.

Una strada pericolosa

«La Sp8, su cui ha competenza la Città Metropolitana – spiega il sindaco – è un’arteria strategica per Calenzano e per i nostri cittadini, ma lo è anche a livello sovracomunale perché frequentemente utilizzata in occasione delle chiusure del tratto autostradale dell’A1, sia quelle programmate che quelle adottate in caso di emergenze sull’autostrada. Ieri questo incidente mortale, due mesi fa un altro grave sinistro sempre nello stesso tratto. Sappiamo che uno dei problemi maggiori della strada è l’eccessiva velocità di percorrenza: bisognerà capire quali siano le misure più adeguate a giudizio degli enti preposti per contrastare questo fenomeno. Esprimo la mia vicinanza ai familiari della vittima e un pensiero alla persona ferita. Un ringraziamento sentito alle forze dell’ordine che ieri sono intervenute, in particolare alla nostra polizia locale che ha fornito supporto nei rilievi».

L’Anpi di Campi Bisenzio ha annullato la Pastasciutta antifascista, un evento che avrebbe dovuto tenersi venerdì, in segno di vicinanza alla vice sindaca Federica Petti, figlia di Matteo Petti, il poliziotto deceduto domenica sulla Barberinese. 

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