Firenze, esplode la protesta dei risciò contro il Comune: “Ci tolgono il pane”
Un corteo di golf car, caddy e macchinine elettriche si snoda dal Duomo a Palazzo Vecchio. La rivolta contro le nuove regole che prevedono lo stop ai mini veicoli per turisti e ammettono solo 24 navette autorizzate per l’area Unesco, due percorsi fissi e multe fino a 500 euro
FIRENZE Sta paralizzando in queste ore il centro storico di Firenze la protesta di decine di risciò, golf car e caddy contro la nuova stretta del Comune sull’attività di trasporto turistico. I mezzi, normalmente usati per accompagnare i turisti tra monumenti e piazze, hanno improvvisato un corteo partito dal Duomo e diretto verso Palazzo Vecchio, dove i manifestanti si sono fermati chiedendo un confronto con l’amministrazione.
Tra clacson, striscioni e slogan in varie lingue, la rabbia dei conducenti – italiani e stranieri – si fa sentire forte: «Con questa decisione ci tolgono il lavoro, per molti sarà la rovina», gridano. In tanti vivono esclusivamente di questa attività, cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni, soprattutto nella stagione turistica. «Non siamo abusivi, siamo lavoratori. Firenze vive di turismo anche grazie a noi», urla un manifestante al megafono.
La protesta, pacifica ma determinata, ha attirato l’attenzione di passanti e turisti, molti dei quali stupiti nel vedere decine di veicoli turistici sfilare in corteo tra le vie più iconiche della città. I manifestanti denunciano l’impatto devastante che la nuova regolamentazione avrà sul settore: con un numero massimo fissato a 24 veicoli autorizzati, per la stragrande maggioranza degli attuali operatori l’attività rischia di cessare da un giorno all’altro.
Le nuove regole: stop generalizzato nell’area Unesco
Il regolamento, approvato ieri dalla giunta comunale e presentato dagli assessori Jacopo Vicini (Turismo) e Andrea Giorgio (Mobilità), prevede il divieto assoluto per caddy, risciò e altri mezzi atipici nell’intera area Unesco del centro storico. L’unica eccezione riguarda 24 navette turistiche elettriche – massimo 8 posti, bianche, omologate, intestate ad agenzie di viaggio – autorizzate a circolare su due soli itinerari fissi: uno tra piazzale Vittorio Veneto e i lungarni a ovest, l’altro da piazza Ferrucci a piazzale Michelangelo e ritorno.
Gli obiettivi dichiarati: ridurre il traffico, tutelare il decoro e aumentare la sicurezza in centro. Il regolamento è stato redatto avvalendosi della normativa regionale (art. 91 della Legge sul Turismo) e con il contributo di Polizia Municipale, Avvocatura e Uffici mobilità. Previste sanzioni pesanti: 500 euro di multa, sospensione o revoca del nulla osta e in alcuni casi il sequestro del mezzo. Se l’attività è svolta con lavoratori irregolari, scatta anche la confisca.
«Firenze è la prima città turistica italiana ad adottare un regolamento così chiaro e stringente per l’area Unesco», ha dichiarato l’assessore Giorgio. Ma per chi oggi scende in piazza, quelle regole rappresentano un colpo durissimo: la città si è svegliata tra la voglia di ordine e il grido disperato di chi rischia di restare senza lavoro.