Martina Voce, altra operazione ma sta meglio. ll padre rifiuta le scuse dei Kumar: «Non lo odio, ma non è il momento»
Carlo Voce: «Ora devo pensare a lei». L’ultimo intervento, durato cinque ore, ha interessato la mano sinistra, colpita più volte dal coltello
FIRENZE. È al suo quinto intervento, ma Martina Voce sta bene ed è vigile. Lo conferma suo padre, Carlo Voce, che ha rassicurato che sua figlia, tanto da provare a parlare con lei. Martina, di 21 anni, è la studentessa fiorentina che studia e lavora a Oslo e che venerdì scorso è stata accoltellata dall'ex fidanzato Mohit Kumar. L’uomo, 24 anni, si è recato sul posto di lavoro di Martina, un noto locale di eccellenze italiane, tentando di ucciderla con 30 coltellate, sferrate mirando alla giugulare. È grazie a due colleghi che Martina è viva. Dopo una lunga operazione, che l’ha riportata alle condizioni stabili, la ragazza si è sottoposta ad altre operazione di carattere ricostruttivo, dato che anche le mani e il viso sono stati danneggiati. L’intervento di ieri è stato lungo ma permetterà alla giovane di cominciare il suo percorso di ripresa dopo lo shock. Questa volta l'operazione, durata cinque ore e terminata nel tardo pomeriggio, ha interessato la mano sinistra, colpita più volte con un coltello da Mohit Kumar, per ricostruire tendini e legamenti.
Prima dell’operazione, Carlo ha avuto la possibilità di vedere la figlia: «L'ho vista passare, sta bene, ha aperto gli occhi, ha provato a parlare un'altra volta. Ha ancora il tubo della tracheotomia e riesce a dire alcune parole, mi ha mandato un bacio, le ho detto di farsi forza, che sono qui, lei ha alzato il dito per dire tutto ok. Sta bene - prosegue il genitore . È molto vigile: la cucciola è forte, sta andando bene».
Il peggio è dunque passato, ma rimane la rabbia nei confronti dell’uomo che diceva di amarla e che invece ha fatto di tutto per toglierle la vita. I due si erano lasciati a settembre, dopo due anni di relazione e una convivenza alle spalle. Ma Kumar, che lavora per uno studio legale, non l’aveva mai accettato. Per mesi le ha mandato messaggi e la tempestava di chiamare, tant’è che Martina l’aveva bloccato social.
Un ragazzo apparentemente normale, conosciuto e apprezzato dalla famiglia Voce che ha avuto la possibilità di conoscerlo durante le vacanze estive passate proprio a Firenze. Adesso Kumar si trova anche lui in ospedale, lo stesso di Martina, ed è accusato di tentato omicidio.
Martina ha già subito interventi chirurgici alla mascella, a un orecchio e all'altra mano. Oltre al padre sono in Norvegia anche la madre della 21enne, la nonna materna e la sorellina Luna con la mamma. La studentessa fiorentina era stata aggredita venerdì scorso. Kumar, 24enne ingegnere informatico di origine indiana, si era presentato da Smak av Italia, il negozio della capitale norvegese dove la giovane lavorava, assalendola con un coltello, mirando al volto e alla gola. Martina è stata salvata da due colleghi che sono riusciti a disarmare e bloccare il giovane. Il 24enne si trova nello stesso ospedale, in prognosi riservata e sotto stretta vigilanza. Nei giorni scorsi il padre dell'ingegnere informatico, attraverso un poliziotto, aveva chiesto di poter vedere Carlo Voce, per scusarsi personalmente per quanto fatto dal figlio. Richiesta per ora respinta. «Non è il momento, si valuterà successivamente. Nessun odio verso questo ragazzo, è vissuto due anni nella mia famiglia, ma io ora devo pensare a Martina, capisco la sua sofferenza ma non me la sento, ora devo preoccuparmi solo di stare vicino a mia figlia», le parole del genitore della 21enne che ringrazia medici e infermieri: «Trattano Martina come fosse figlia loro».
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