Il Tirreno

Firenze

La tragedia

Infermiera trovata morta in casa: lo strangolamento, il doppio lavoro e il perché dei sospetti sul nipote

di Matteo Leoni

	Il luogo della tragedia e la vittima
Il luogo della tragedia e la vittima

È successo in via Niccolò da Tolentino, a Careggi. L'allarme dato dal ragazzino di 17 anni che era mantenuto dalla donna e viveva con lei

24 giugno 2024
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FIRENZE. L’allarme è scattato intorno alle 4,30 di questa mattina. Maria Teresa Chavez Flores, infermiera di 65 anni, di origine peruviana, è stata trovata morta nel suo appartamento di via Niccolò da Tolentino, in zona Careggi. L’ipotesi della polizia è che sia stata strangolata, forse usando un cavo elettrico. Ad avvisare i soccorsi è stato il nipote, un ragazzino di 17 anni che viveva con lei. Il ragazzino, su cui si sarebbe puntata l’attenzione della polizia, è stato sentito per tutta la giornata di ieri in questura.
Il doppio lavoro per mantenere se stessa, il nipote e la famiglia in Peru
La donna lavorava come infermiera in un centro nella zona di Castello, non lontano da dove abitava, specializzato nella riabilitazione neuropsichica di persone con disabilità intellettiva. Ma per arrotondare lo stipendio – i soldi da mandare alla famiglia in Perù e quelli per mantenere il nipote non erano mai abbastanza – faceva anche i doppi turni, lavorando in una struttura per malati di Alzheimer. Nell’appartamento di via Niccolò da Tolentino, un monolocale di quaranta metri quadrati, viveva col nipote , fatto arrivare dal Perù perché potesse studiare all’età di 13 anni, e col secondo marito, un cantante che al momento dei fatti si trovava in Germania per una tournée e che rientrerà in Italia nella giornata di oggi. La figlia della vittima, madre del ragazzino, si trova in Perù.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra mobile della questura e gli specialisti della polizia scientifica per i rilievi del caso. Sul cadavere della donna, che non presentava ferite evidenti, è stata disposta l’autopsia per chiarire le cause della morte. L’ipotesi ritenuta più probabile è che sia stata strangolata. Gli investigatori avrebbero setacciato l’appartamento sequestrando ogni possibile arma del delitto, tra cui cavi elettrici di vario tipo.
La ferita al volto del ragazzino e la storia del malvivente
Il nipote, che all’arrivo dei poliziotti presentava una vistosa ferita al volto, avrebbe parlato di una rapina finita male. Un malvivente sarebbe entrato nell’appartamento. La casa si trova al primo piano di un condominio “alveare”, un palazzone di recente costruzione dove hanno sede numerosi appartamenti ad affitto calmierato. Il rapinatore, sarebbe la versione data dal ragazzo, si sarebbe introdotto da una finestra sul retro, blindata come la porta d’ingresso ma forse lasciata aperta per combattere il caldo. Al suo ritorno a casa il diciassettenne lo avrebbe colto sul fatto e ne sarebbe nata una colluttazione. La donna sarebbe stata già morta. Una versione che però non ha convinto del tutto gli inquirenti. Così il diciassettenne, che studia in un liceo di Firenze, è stato portato prima in pronto soccorso a Careggi, per le cure del caso e per sottoporsi a dei test tossicologici, e poi negli uffici della questura, dove è stato ascoltato per ore in modalità protetta, come è previsto per i minorenni, alla presenza di uno psicologo. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti, che ieri hanno esaminato più e più volte il suo racconto, ripercorrendolo in ogni dettaglio.
Nel condominio di via da Tolentino ieri mattina tutti sono rimasti sgomenti: «Era una persona tranquilla, molto riservata, una grande lavoratrice» racconta una vicina di casa. «L’hanno ammazzata» sussurra qualcuno, mentre il personale della Misericordia è impegnato a portare via la salma, che adesso si trova all’istituto di medicina legale di Careggi in attesa dell’autopsia. «Un mio parente abita nell’appartamento sopra a quello della donna – racconta un’altra vicina di casa – lui questa notte è rimasto sempre sveglio e ha detto di non aver sentito nulla». Che cosa sia veramente accaduto nell’abitazione, posta al civico 92/41, potrà essere chiarito in modo certo soltanto attraverso gli esami tecnici della scientifica. Compresa l’eventualità del coinvolgimento di una terza persona. l
 

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