Firenze, scioperano le guardie giurate: «Siamo pagati 4,60 euro all’ora»
Presidio regionale organizzato da Cgil, Cisl e Uil davanti alla Prefettura: «Ci siamo uniti per vincere questa battaglia: vogliamo che sia rinnovato il contratto»
FIRENZE. «Bisogna lottare per cambiare le cose». Ad affermarlo è Valerio Coppola durante il presidio delle guardie giurate e degli addetti ai servizi di sicurezza. Lui e i suoi colleghi, circa diecimila in Toscana, ieri si sono fermati, per l’ennesima volta e sempre per lo stesso motivo: la richiesta del rispetto dei loro diritti insieme ad una paga dignitosa. Hanno deciso di scioperare con bandiere e fischietti sotto la Prefettura di Firenze perché non hanno tante altre alternative per far sentire la loro voce. Motivo? Il loro contratto nazionale è scaduto da otto anni e dal 2006 fino ad ora è stato rinnovato una sola volta; mentre i contratti di secondo livello, in alcuni territori, sono fermi addirittura da 30 anni. A ciò si aggiunge una paga bassissima, ritenuta incostituzionale da diversi tribunali: 4,60 euro lordi all’ora per i fiduciari, ovvero le guardie non armate. Ciò significa che, per portare a casa uno stipendio mensile di almeno mille euro, le guardie sono costrette a lavorare anche 12/13 ore al giorno.
Per questo motivo la UilTucs nazionale ha deciso di inviare in tutte le procure d’Italia un esposto per sfruttamento, secondo quanto previsto dall’articolo 603 bis del codice penale. Insomma, tanto lavoro e mal retribuito per coloro che si occupano della sicurezza dei cittadini negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, nei tribunali, negli ospedali, a cui si aggiungono servizi di antirapina, di piantonamento e di pattuglia giorno e notte. Il tutto con un contratto che loro stessi hanno definito «bidone». Quello di ieri è stato il secondo sciopero sulla vertenza in quattro mesi, il primo si è tenuto lo scorso due gennaio ma, dopo l’ennesimo nulla di fatto, i sindacati di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana hanno richiesto l’intervento da parte del Ministero del lavoro e del Ministero dell’interno. «Siamo uniti per combattere e vincere questa battaglia – continua Valerio – chiediamo delle migliorie soprattutto a livello salariale. Già eravamo in difficoltà prima, con l’inflazione e il carovita la situazione è peggiorata». Valerio lavora come guardia giurata nei presidi ospedalieri da 15 anni ed ha affrontato di tutto, in primis la pandemia: «Abbiamo fatto fronte a tutte le carenze ospedaliere sanitarie dell’Asl, svolgendo mansioni che nemmeno ci competevano come il trasporto delle persone positive». E le carenze di personale in questo settore sono davvero tante dal momento che nessuno decide di intraprendere questo percorso oppure lo cambia visto gli stipendi così bassi. Ma c’è anche chi, come Valerio e i suoi colleghi, sceglie di non abbandonare la nave: «Ho pensato spesso di cambiare lavoro e non sono l’unico ma scioperiamo nella speranza che le cose possano cambiare», conclude Valerio. Stessa speranza che nutre Luca Modeo guardia giurata armata da sei anni e mezzo per Sicuritalia: «Non possiamo più reggere questa situazione – dichiara – sono anni che ci troviamo in questo limbo». Un’altra criticità, legata alla carenza di organico, sono gli straordinari che i lavoratori sono costretti a fronteggiare.
Anche Gennaro Cotugno era presente al presidio: «Praticamente il settore ha saltato quattro rinnovi contrattuali. A questo punto è indispensabile un intervento ministeriale», spiega il responsabile regionale del settore vigilanza UilTucs Toscana. La speranza è che davvero le richieste di questa categoria possano essere ascoltate soprattutto perché: «Non si tratta solo di guadagno ma di passione, lavoriamo con il cuore. La sicurezza è davvero importante», dichiara Maria Moccia una giovane guardia giurata armata, dipende di Securitalia, che lavora da tre anni alla Leonardo, una multinazionale che si occupa di armamenti a Campi Bisenzio.
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