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First Lego League

Firenze, i baby ingegneri dei robot Lego si sfidano a colpi di “pale ondoliche solari”

di Chiara Vignolini
Firenze, i baby ingegneri dei robot Lego si sfidano a colpi di “pale ondoliche solari”

Al Polo Morgagni dell’ateneo va in scena il campionato di programmazione robotica. Si affrontano ragazzini da 9 a 16 anni. Piccoli ma già esperti di automazione progettano sistemi per creare energia sostenibile. In città c’è la squadra dei Mars: “Sogniamo di creare un drone che ci porti su Marte”

26 febbraio 2023
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FIRENZE. A scuola la domanda più gettonata nei temi era “cosa vuoi fare da grande? ” e le risposte variavano: c’era chi voleva fare la maestra, chi il veterinario o il pompiere e chi l’astronauta. Il futuro di questi 2500 ragazzi riuniti al centro didattico di viale Morgagni, irremovibili e decisi a passare qui tutta la giornata, sembra essere ben definito: vogliono diventare ingegneri, tecnici e programmatori e le basi sono già molto buone. Hanno tutti dai 9 ai 16 anni i protagonisti del First Lego League, il concorso internazionale di robotica a mattoncini, organizzato dai dipartimenti di Ingegneria civile, industriale, ambientale, dell’informazione dell’Università di Firenze. «Lo scopo di questo concorso consiste nel far lavorare i tecnici e gli ingegneri di domani su problemi reali mettendoci mani e testa. La prima fase prevede l’esposizione di un progetto scientifico, basato su un tema che, quest’anno, è quello dell’energia e dell’ecosostenibilità e questo rappresenta il primo punto su cui verranno giudicati i partecipanti. Dovranno poi programmare e costruire un robot, con i mattoncini, che riesca a terminare un percorso composto da pale eoliche, pannelli solari e ostacoli anche quelli fatti di Lego – spiega Michele Basso, docente di Automatica dell’ateneo fiorentino – Quindi saranno due i criteri su cui la giuria li valuterà: il progetto scientifico e la gara di robotica».

Il cuore pulsante dell’iniziativa è la squadra – sono ben 16 quelle presenti e provengono tutte dalla Toscana e dall’Emilia Romagna –, attraverso l’aiuto degli altri è possibile superare qualsiasi difficoltà come quelle di natura tecnica che vedono i robot, programmati e progettati con tanta cura, bloccarsi o non partire. C’è chi piange davanti ad una scena del genere ma l’incoraggiamento dei compagni lo spinge a rimboccarsi le maniche e a prepararsi ad affrontare il round successivo.

La competizione è articolata in tre turni e ogni squadra ha due minuti e mezzo di tempo per terminare il percorso con il proprio automa. Alla fine della giornata saranno tre le squadre che passeranno alle gare nazionali che si terranno a Piacenza durante il mese di marzo. «Il nostro progetto è una pala ondolica solare, in pratica unisce tre energie sostenibili, quella del moto ondoso delle onde del mare, l’energia solare e l’energia eolica. Si tratta di una pala eolica rivestita di pannelli solari dove alla base sono attaccate delle boe che, grazie ai moti ondosi, si alzano e si abbassano e fanno muovere una molla che di conseguenza attiva una dinamo che produce energia – spiega Andrea Parigi, uno dei piccoli programmatori – Noi non siamo una squadra scolastica ma ci occupiamo di robotica nel tempo libero come passione, ci chiamiamo i Mars e la nostra aspirazione è andare su Marte, sono convinto che ci riusciremo prima o poi».

La squadra è composta da sei membri, tutti tra i nove e i dieci anni. Si riuniscono una volta a settimana per progettare, programmare e costruire robot e automi. Sono appassionati di tecnologia e cercano di tenere allenata la mente al “Robotics Lab” in via de Serragli nel centro di Firenze. Bracci meccanici, macchine, trivelle e pale eoliche sono tutti riprodotti perfettamente attraverso i mattoncini più famosi al mondo. La dedizione e la perseveranza che i giovani ingegneri, e programmatori, del futuro hanno messo nella costruzione degli automi è molta e si traduce anche nelle parole usate per spiegare il funzionamento delle loro creature.

«Il progetto prevede una dinamo, una macchina che trasforma l’energia meccanica in energia elettrica, e nel nostro caso questo processo avviene prendendo energia dall’acqua. Abbiamo pensato di posizionare la dinamo nel piano interrato di un palazzo e la ruota prende energia da un bacino d’acqua artificiale. Quest’ultima viene tirata su da un tubo che la collega alla pala eolica che servirà per produrre energia per l’intero edificio. In questo modo sarebbe in grado di mantenersi da solo, energicamente parlando, e di far risparmiare gli abitanti», spiegano i Dynamici, la squadra della scuola media dell’Istituto Comprensivo Lippi di Prato.

Attorno ai tavoli di gara, disposti nell’ingresso del polo universitario, genitori, nonni e fratellini fanno il tifo per i loro piccoli ingegneri che contribuiranno a migliorare l’ambiente e a trovare soluzioni alternative per produrre energia. «Per noi l’importante è divertirci, ma il nostro è un progetto importante che speriamo davvero che il nostro comune prenda in considerazione. Si tratta di Smart Grid, una rete di distribuzione elettrica che permette di gestire l’energia in modo intelligente minimizzando i sovraccarichi e risparmiando. Attraverso l’uso maggiore di pannelli solari e lo sfruttamento della centrale elettrica di Camaione, Montelupo potrebbe rendersi autonomo nella gestione dell’energia – spiega uno dei membri di “Viva il Lupo”, la squadra della scuola media dell’Istituto Comprensivo Baccio da Montelupo – La gara di robotica è andata molto bene, grazie al lavoro di gruppo che abbiamo fatto. Abbiamo programmato e cercato pezzi di lego adatti per svolgere le missioni nel minor tempo possibile».


 

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