Il Tirreno

Firenze

L’incontro

Maggio, Nardella vede Pereira e gli chiede di fare un passo indietro

di Mario Neri

	Nella foto a sinistra Alexander Pereira, a destra Dario Nardella
Nella foto a sinistra Alexander Pereira, a destra Dario Nardella

Firenze, l’incontro a Palazzo Vecchio. Ora in pole c’è Fuortes, in arrivo dalla Rai

25 febbraio 2023
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FIRENZE. «Quando l’ho visto tornare ho capito che quell’incontro non prometteva nulla di buono». Sembra che Alexander Pereira ieri abbia accusato più la discesa che la salita dello scalone di Palazzo Vecchio. Perché è quando s’è lasciato alle spalle la porta della sala dsi Clemente VII che ha capito che la sua esperienza al Maggio Musicale Fiorentino era arrivata al capolinea. L’ha confidato ai suoi più stretti collaboratori. «Nardella mi ha chiesto di dimettermi».

Dopo i colloqui con il ministro della Cultura a Roma, dopo gli scandali per le spese pazze, l’inchiesta per peculato sul sovrintendente per quelle compere un po’ bislacche (pesce per le cene di rappresentanza, ristoranti e voli costosissimi), e poi pure il fascicolo per il passivo da 51 milioni che ha dissestato la tenuta e i conti del teatro, alla fine il sindaco ha preso il toro per le corna. Ha convocato Pereira a Palazzo Vecchio e nel primo pomeiriggio gli ha chiesto di farsi da parte. Ponendolo di fronte a un aut aut: o si dimette o verrà sfiduciato negli organi del teatro e dal consiglio comunale. Se invece accettasse una soluzione senza strappi, cedendo il posto a una nuova personalità, allora per lui potrebbe aprirsi la strada per un’alternativa, fra queste ad esempio la guida del Teatro di Spoleto. O potrebbe comunque accettare le molte offerte che gli arrivano dal mondo arabo. Dario Nardella ne ha parlato la scorsa settimana e negli ultimi giorni con il ministro Gennaro Sangiuliano.

La permanenza dell’austrico al Maggio, del resto, risulta ormai insostenibile. Non solo perché i pm fiorentini lo indagano con l’accusa di aver distratto dalle casse del teatro circa 60.000 euro per spese di rappresentanza improprie, ma perché i finanzieri, scavando nelle carte, avrebbero trovato anche anomalie relative alla gestione dell’ente. Anomalie segnalate la scorsa settimana pure dai revisori dei conti, tanto da far dire loro che Pereira avrebbe usato il fondo salva-debiti da 35 milioni non per ripianare il buco, ma per la spesa corrente, tra cui il pagamento degli stipendi.«Una violazione delle norme», l’hanno definita. Pereira ieri non ha rilasciato dichiarazioni, ma fonti del Maggio fanno sapere che probabilmente l’addio con le dimissioni arriveranno il 28 febbraio, in occasione del comitato di indirizzo. E si parla già del suo successore. Il nome su cui Nardella e Sangiuliano vorrebbero puntare è quello di Carlo Fuortes, attuale amministratore delegato Rai, voluto a viale Mazzini dall’ex ministro dell’Economia Daniele Franco, economista con una esperienza alla guida di molte istituzioni culturali, dall’Auditorium Parco della Musica di Roma al Palazzo delle Esposizioni e alle Scuderie del Quirinale. Certo, si fanno anche i nomi di Luciano Messi e Anna Meo, rispettivamente attuale ed ex numero uno al Teatro di Parma, ma Fuortes sembra quello su cui potrebbe chiudersi un negoziato politico difficile. La maggioranza di governo potrebbe rinnovare così i vertici Rai e l’economista – che tutti chiamano l’uomo dei tagli – ritrovare una sua dimensione e garantire stabilità al Maggio, certo facendolo proseguire nella stagione all’insegna dell’austerità. Finisce così l’era di Pereira, iniziata a dicembre 2019. L’era di chi finora si era difeso sostenendo di aver fatto arrivare al Maggio, grazie a sponsor, molti più soldi di quanti ne avessi spesi.

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