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Studenti picchiati davanti al liceo, quei valori e legami smarriti

Enzo Brogi
Studenti picchiati davanti al liceo, quei valori e legami smarriti

18 febbraio 2023
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Mi è arrivato da Il Tirreno un video che allarma, indigna e ferisce il cuore e la memoria laica ed antifascista. Una squadraccia di picchiatori (come altro chiamarla?) aggredisce studenti del Liceo Michelangiolo in pieno centro a Firenze, proprio davanti all'ingresso della loro scuola. Solo una animosa professoressa, con i suoi libri sottobraccio, rincorre, invoca la polizia, supplica senza successo, gli aggressori di smetterla. Immagini di ragazzi e ragazze a terra, presi a calci da gruppi di persone. Pedate e pugni che colpiscono volti e nasi sanguinanti. Immagini inquietanti, inverosimili, eppure non si tratta di una scena di un film. Immagini di fronte a una scuola, di fronte a un luogo dove si dovrebbe imparare, e farlo sicuramente di più, il senso critico, la capacità e il coraggio di farsi sempre le proprie ragioni con rispetto, cultura e intelligenza. Dove si dovrebbe imparare a non aver mai paura delle proprie idee. Immagini che invece vedono consumare violenza, forse per ideali (ma quali ideali?) politici. E sicuramente paura e insicurezza.

Le prime dichiarazioni raccolte informano che sarebbe stata una spedizione punitiva di militanti e, aggiungo di nuovo, picchiatori, di estrema destra. Un episodio gravissimo, ancor più nella nostra terra che vittima delle barbarie naziste ha profonde radici democratiche ed antifasciste. Le Istituzioni rispondano pacificamente, ma con nettezza e le forze dell'ordine ed investigative procedano immediatamente a dare un nome alle persone coinvolte, ampiamente riprese dai video realizzati. Bene ha fatto il deputato del PD Emiliano Fossi ha presentato subito una interrogazione al Ministro dell’Interno Piantedosi. Occorre una risposta severa con punizioni esemplari.

Non è tollerabile, né accettabile l’accadimento di fatti che fanno drammaticamente ripercorrere anni che la nostra storia e l'esempio dei nostri padri combattenti e costituenti ci hanno regalato. Fanno riflettere e forse contrastano anche le dichiarazioni che proprio in questi giorni abbiamo sentito anche da dirigenti democratici, che apprezzano l'impegno della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni "sdoganata" pure dalla sua presumibile connivenza col fascismo. Il suo silenzio sulle azioni, accadute anche in precedenza, da movimenti post fascisti che si alimentano ed iniziano a pullulare in diverse parti del nostro Paese è assordante. 
Per contro, in breve, si moltiplicano i commenti e le dichiarazioni di sdegno e condanna da parte di tutti. Ma sono, siamo, i tutti che lì non c’erano. In quella strada, davanti a quella scuola, non c’era abbastanza la politica, non c’era il presidio e la rassicurante protezione di una comunità, i valori e i legami che dovremmo attaccare alla pelle dei nostri giovani indelebilmente come i loro numerosi tatuaggi. Quella rete, che tutt’altro che digitale, che non permette a nessuno rigurgito fascista di penetrare.

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