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Serie B

Ma che Popov di Empoli, blitz nel derby con la Carrarese

di David Biuzzi
Il gol vittoria
Il gol vittoria

Finisce 0-1 a Carrara. Un’incornata dell’attaccante ucraino confeziona la vittoria, confermando che la giovane truppa di Pagliuca sta crescendo bene. Passo indietro, rispetto al pareggio di Ascoli, della squadra di Cioffi

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CARRARA. Da Cesena a Carrara. Ben 602 giorni dopo l’Empoli torna a vincere in trasferta e lo fa in un derby, quello di Carrara, che si prende con merito, visto che è l’unica squadra a provare a produrre calcio, e che vale tantissimo. Per un gruppo giovane, rinnovato, in fase di costruzione e partito tra più dubbi che certezze, infatti, il peso specifico di certe vittorie è difficile da calcolare. Lo dirà il futuro, ovviamente.

Il presente, invece, dice che gli azzurri sono forse anche più avanti del previsto. Che Pagliuca, il tecnico di ritorno, non è una minestra riscaldata ma un tecnico che, oggi e per ora, ha pienamente in meno il suo gruppo. Che i tanti giovani di cui è imbottita la rosa crescono, come Egan o Biondini, o tornato a splendere come Popov, che ritrova lo squillo dopo quasi un anno e decide la gara. Che la vecchia guardia, da Magnino all’appena rientrato Bandinelli passando per i mestieranti Curto e Cauz, hanno tanto da dare e lo stanno facendo. Se son rose fioriranno, insomma, ma intanto c’è da gustarsi il profumo del dopo derby.

Il primo tempo 

La partita? Bruttina tendente al brutto, a essere sinceri. L’Empoli la inizia con un inedito 3-5-1-1 e il rientrante Ceesay non esterno ma in appoggio a Shpendi. Il rientro di Biondini l’altra news rispetto a Mantova. La Carrarese indossa il 3-5-2 e sceglie, come nella sua natura, di tenere un baricentro molto basso per sfruttare le transizioni. Gli azzurri prendono presto cittadinanza e residenza nella metà campo avversaria, ma la squadra marmifera è come un serpente velenoso che può morderti in qualsiasi momento. Tanto che, in un primo tempo di marca nettamente ospite, è Abiuso l’unico ad andare davvero vicino al gol al 32’ quando, innescato da Topalovic, si beve Magnino e il lob su Seghetti in uscita bacia la faccia esterna del palo. Un lampo, perché l’Empoli ha il merito di concedere davvero poco (bene riaggressioni e preventive) ma anche il demerito di creare pochissimo (due tiri di Saporiti).

La ripresa

La ripresa inizia con Distefano (intraprendente) per Ceesay ma gli assi Pagliuca li estrae dal mazzo e li cala in campo al 16’, con Popov (per Shpendi) e Bandinelli (per Biondini). Arriva quello che era mancato, insomma. E, infatti, il golden boy ucraino impiega poco più di 10 minuti (13) per interrompere un digiuno di quasi un anno. Al 29’ è Egan il primo a fare qualcosa più del suo recuperando un palla all’altezza dell’area avversaria, poi ci pensa Magnino a pennellare un cross e nel cuore dell’area il ragazzo fuggito dalla guerra si stacca (arretrando) dai difensori e di testa incorna (di giustezza) all’angolo.

È lo squillo necessario a confezionare il trionfo. Perché la Carrarese ora prova a riversarsi in avanti, ma gli azzurri (con Zedadka per Egan prima e Degli Innocenti per Saporiti poi) non sfruttando le praterie per ripartire come concedono quasi zero. Giusto metri di campo e qualche cross che Seghetti gestisce da veterano. L’Empoli dei giovani, insomma, sembra crescere davvero molto bene. Peccato solo che non ci fossero i tifosi azzurri per festeggiare, meritatamente, insieme.

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