Empoli, l’è tutto da rifare: perché il ko con la Samp vale tre passi indietro
C’è e ci sarà anche da soffrire, per gli azzurri, verso la salvezza: decide tutto un gol di Pierini nella ripresa
GENOVA. Non è un passo indietro, per l’Empoli, quello di Marassi, nel pomeriggio di lunedì 6 aprile. No, sono almeno tre. Già, perché insieme alla sconfitta, la prima della gestione Caserta dopo due pari una vittoria, a rendere amara la Pasquetta ci sono una prestazione decisamente opaca, con zero tiri verso la porta avversaria, e una classifica che torna precaria. C’è e ci sarà anche da soffrire, insomma, e neanche poco.
L’analisi
La caduta nella tana della Sampdoria, insomma, è di quelle che pesano molto. Fanno troppo poco, gli azzurri, per evitarla scegliendo, a inizio ripresa, di gestire una gara fin lì equilibrata e finendo poi per reagire allo schiaffo in casso da Pierini, al 13’ del secondo tempo, con poche idee ma ben confuse e un numero quasi spropositato di attaccanti in campo che producono zero. Non siamo (forse) al «l’è tutto sbagliato» di Gino Bartali, insomma, ma al «l’è tutto da rifare sì». La sfida, davanti a 25.000 anime, inizia con gli azzurri che ripropongono dal via Candela a destra, Ghion in mezzo e Nasti in avanti. Sulla carta dovrebbe essere un 4-3-1-2, quello scelto da Caserta, in realtà diventa quasi subito un 4-2-3-1 uguale a quello dei liguri con Magnino sacrificato a fare il pendolo a destra. L’avvio è anche incoraggiante visto che al 5’ il primo corner del match di Saporiti viene deviato dalla coscia di Giordano sulla faccia interna del palo della sua porta. È il classico fuoco di paglia, in realtà, perché l’Empoli costruirà poco altro e non concluderà più tra i pali di Martinelli. Nella prima parte, però, sono comunque gli azzurri a fare la partita. La Samp si fa vedere sporadicamente, anche se al 18’ e al 29’ serve la miglior versione di Fulignati per dire di no (parata in tuffo prima, uscita provvidenziale poi) sempre a Barak. Dall’altra parte, invece, tenere bene il campo e la palla non basta anche perché Nasti, là davanti, fatica a tenere palla e le iniziative (in verità non molte) di Shpendi e Saporiti si perdono sempre nel vorrei ma non posso. La ripresa inizia con gli stessi interpreti ma un altro copione. L’Empoli, infatti, arretra di almeno una decina di metri. La sensazione è che lo faccia più per demeriti propri (cioè il tentativo di gestire il match) che per meriti altrui. La Samp, comunque, ne approfitta a nei primi 10 minuti ha già tre palloni interessanti. L’Empoli, invece, ora si limita a calciare lungo ma non prende mai una seconda palla. Il risultato, ovviamente, è che i padroni di casa passano al 13’ quando Begic crossa da destra e Magnino interviene male favorendo la zampata facile facile di Pierini. Il tempo per rimediare ci sarebbe, ma è il resto a mancare. Caserta aumenta il peso offensivo dei suoi sganciando Popov (per Nasti) e Ceesay (per Saporiti) al 15’, poi Haas (per Ghion) e Bianchi (per Magnino) al 30’ e infine Fila (per Candela) al 41’. Tutti avanti, insomma, a parte Guarino e Lovato, ma alla Samp è sufficiente non fare regali per condurre la nave in porto e sorpassare gli azzurri in classifica. Per l’Empoli, insomma, così è poco. Davvero troppo poco.
Il tabellino
SAMPDORIA 4-2-3-1: Martinelli; Di Pardo (36’ st Palma), Abildgaard, Viti, Giordano; Esposito, Conti; Begic (36’ st Cicconi), Barak (21’ st Cherubini), Pierini (48’ st Depaoli); Coda (36’ st Soleri). A disposizione: Ghidotti, Coucke, Ferri, Riccio, Ricci, Ferrari, Casalino. Allenatore: Lombardo.
EMPOLI 4-3-1-2: Fulignati; Candela (41’ st Fila), Guarino, Lovato, Moruzzi; Magnino (30’ st Bianchi), Ghion (30’ st Haas), Yepes; Saporiti (15’ st Ceesay); Shpendi, Nasti (15’ st Popov). A disposizione: Perisan, Curto, Obaretin, Ilie, Ebuehi, Ignacchiti, Indragoli. Allenatore: Caserta.
ARBITRO: Pezzuto di Lecce.
RETE: 13’ st Pierini.
NOTE: ammoniti Begic, Moruzzi, Haas e Soleri. Spettatori 25.000 circa. Recupero: pt 1’, st 4’.
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