L’Empoli passeggia sulle macerie del Verona: 4-1. La domenica da urlo dei fratelli Esposito
In gol Cacace e Colombo dopo la doppietta di Sebastiano Esposito, mentre i fratelli Pio e Salvatore ne facevano tre al Cittadella
EMPOLI. Una passeggiata sulle macerie. È quella fatta oggi, 8 dicembre, dall’Empoli su quello che resta del Verona, in quel Bentegodi dove quasi un anno fa, il 13 gennaio, gli azzurri toccarono il loro punto più basso girando a 13 punti dopo 20 partite. Quella sconfitta per 2-1 costò la panchina ad Aurelio Andreazzoli, mentre il 4-1 subìto oggi dai padroni di casa rischia di costare la panchina a Paolo Zanetti, che proprio da Andreazzoli era stato sostituito dopo l’umiliante 0-7 con la Roma, ribaltato lo scorso 26 agosto nello storico 2-1 all’Olimpico.
Insomma, quest’anno l’Empoli racconta e si racconta un’altra storia, per il momento fatta di rivincite e di un gioco a tratti esaltante. In attesa di Monza-Udinese, gli azzurri si insediano al nono posto, in pratica sono i primi dei secondi in questa classifica spezzata in due.
La sfida al Bentegodi è iniziata nel peggiore dei modi per gli ospiti, con Pietro Pellegri che si è fatto male ricadendo sul ginocchio dopo appena 11 minuti. Un infortunio ancora da valutare nella sua gravità, ma che proprio non ci voleva per il centravanti che stava tornando agli antichi fasti. E che va ad affollare ulteriormente l’infermeria.
Poi però sono arrivate solo gioie per Roberto D’Aversa. La partita si sblocca al 16’ con Esposito che ruba palla a Bradaric e dopo aver messo al centro riprende la respinta della difesa mettendo alle spalle di Montipò con la deviazione di Magnani che innesca una beffarda traiettoria. Passano solo tre minuti e la scena si ripete. Stavolta è Anjorin a soffiare la palla a Belahyane e a servire Esposito per un sinistro di prima sul primo palo che vale il 2-0. Il Verona è chiaramente sotto choc, arrivano i primi fischi e gli azzurri giocano sul velluto. Al 33’ arriva la terza mazzata con Maleh che innesca il sinistro di Cacace per il 3-0 (anche in questo caso con la deviazione di Tchatchoua) e il primo gol di un neozelandese in Serie A. E’ passata poco più di mezz’ora, c’è una sola squadra in campo e i giochi sono praticamente fatti.
Toccato il fondo, il Verona cerca di rimbalzare e al 35’ trova il gol dell’1-3 con Tengstedt dopo una percussione di Tchatchoua che per una volta supera Pezzella, ma poi si capirà che è solo un’illusione. Perché già al 42’ l’Empoli ristabilisce le distanze: punizione di Esposito sulla barriera e sulla ribattuta un terrificante sinistro di Colombo costringe Montipò a raccogliere per la quarta volta il pallone dalla propria rete.
Nella ripresa l’Empoli di solito cala, e un pochino lo ha fatto anche stavolta (c’erano anche le fatiche di Coppa) ma è riuscito a non prendere gol, e anche questo dice molto.
Alla fine praticamente scontato il premio di man of the match per Sebastiano Esposito. La sua famiglia non dimenticherà tanto presto questo 8 dicembre, perché mentre lui segnava la sua prima doppietta in Serie A, i fratelli Pio e Salvatore ne facevano altri tre nel 5-0 dello Spezia sul Cittadella. Se non è un record mondiale, poco ci manca.
Per Sebastiano una settimana da incorniciare, dopo la rete del 2-2 alla Fiorentina e il rigore che ha eliminato i viola dalla Coppa Italia. Quattro gol in quattro giorni, senza contare le tante corse di sacrificio fatte al Bentegodi prima di uscire stremato. Sta nascendo una stella.
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