Ci lascia un mito
Referendum, a Empoli stravince il No: il circondario boccia la riforma - Fucecchio: risultato in bilico fino alla fine
Contrario oltre il 62% dei votanti, il Pd: «Un forte segnale al governo». Registrata un’affluenza molto alta in tutti i comuni: in alcuni casi è superiore alle ultime elezioni regionali
EMPOLI. L’Empolese Valdelsa boccia la riforma costituzionale sulla giustizia. E lo fa in modo netto, con il “no” che all’ultima tornata referendaria si è imposto in tutti gli undici comuni del Circondario. Con un picco a Empoli dove oltre il 65% degli elettori ha espresso contrarietà alla riforma del governo Meloni che punta soprattutto a prevedere carriere separate per giudici e pubblici ministeri, due Csm – entrambi presieduti dal Capo dello Stato e i cui componenti nominati tramite sorteggio – e funzione disciplinare affidata ad una Alta Corte. Un risultato che “ricalca” l’andamento provinciale (con il no che si è imposto con il 65%), superando di gran lunga quello regionale (58,16%) e nazionale (53,5%), alimentato da un’affluenza record, in alcuni casi superiore alle ultime elezioni regionali.
In tutti gli undici comuni del Circondario empolese l’affluenza ha infatti superato quota 64% con Montelupo Fiorentino che ottiene la partecipazione più ampia (71,2% degli aventi diritto alle urne), dove con 5.017 voti il no ha superato il 63% (2.906 sì pari al 36,7%). A Fucecchio invece il risultato è rimasto sempre in “bilico”: con 5.297 voti, il no ha prevalso con il 50,8% (5.297 voti) distaccando il sì (5.122) per poco più di un punto e mezzo percentuale, la forbice più stretta a livello provinciale. Senza storia, invece, il risultato a Empoli, dove il no ha prevalso con un netto 65,2% (15.749 voti contro gli 8.401 sì, pari al 34,8%) con punte fino al 75%. In totale, negli undici comuni del Circondario, con 54.378 voti il no alla riforma ha prevalso con il 62,2% a fronte di 33.007 (37,8%) preferenze per il sì. Oltre Fucecchio, solo a Montaione il no non è riuscito a raggiungere il 60%, fermandosi al 58,9% (1.049 voti contro le 732 preferenze per il sì). Più alta la percentuale di affluenza, più ampio il divario tra i due “schieramenti”. A Montespertoli, dove oltre il 71% degli aventi diritto si è recato al seggio, il no ha prevalso con il 63,5% (4.698 voti), 27 punti percentuali in più del sì (2.706). Risultato simile a Capraia e Limite, dove a fronte di un’affluenza superiore al 70% il no si è imposto con il 63,7% (2.711 voti, 1.545 sì pari al 36,3%) e a Gambassi Terme: 1.678 no (61,4%) e 1.053 sì (38,5%). Supera il 64% la quota di no a Vinci (4.850 voti, contro i 2.707 sì, pari al 35,8%), secondo risultato più alto dopo Empoli. Oltre il 63% l’affermazione del no a Castelfiorentino (5.013 contrari, 2.930 sì pari al 36,9%) e a Certaldo (5.021 no e 2.922 sì, pari al 36,8%). Maggioranza di no anche a Cerreto Guidi: 3.295 contrari (62,4%) e 1.983 favorevoli alla riforma (37,6%).
«Il primo dato di questo referendum è sicuramente l’affluenza superiore alle previsioni, addirittura al di sopra delle ultime elezioni regionali – sottolinea il segretario della federazione Pd Empolese Valdelsa Jacopo Mazzantini –. Un’affluenza che ha premiato il no, perché una netta maggioranza dei cittadini ha voluto respingere una riforma che avrebbe inciso in modo profondo e, a nostro avviso, rischioso sull’assetto democratico. Come Partito democratico, che fin dall’inizio ha sostenuto con convinzione la campagna per il no insieme a tanti comitati civici, associazioni e realtà della società civile, accogliamo questo risultato con soddisfazione. Un risultato – aggiunge Mazzantini – che è anche la riaffermazione di un principio: le riforme costituzionali devono nascere da un ampio ed effettivo confronto parlamentare. È un segnale forte che richiama tutti, a partire dal governo Meloni, a un maggiore rispetto del ruolo del parlamento e del pluralismo democratico. Adesso occorre che il tema rimanga caldo e il parlamento lavori per una riforma della giustizia davvero utile ai cittadini, che migliori il funzionamento delle istituzioni ed affronti i problemi annosi, primo tra tutti quello dei tempi eccessivamente lunghi dei processi».
«Un risultato chiaro e netto», commenta il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi mentre il senatore del Pd Dario Parrini evidenzia l’unità del centrosinistra. «Come fronte del no – dice – abbiamo fatto una campagna elettorale a tappeto, con grande determinazione, intensità e spirito di squadra. Un impegno pienamente compreso e ripagato dai cittadini. La larga vittoria del no e la bruciante sconfitta di Giorgia Meloni sono fatti cospicui. A maggior ragione se si considera che erano schierati per il sì tutto il centrodestra più alcune componenti del centrosinistra. Pensando alle elezioni politiche del prossimo anno, proprio quest’ultimo dato costituisce un motivo di viva speranza: il centrosinistra unito ha tutte le carte che servono per battere il centrodestra e guidare il Paese».
