Il Tirreno

Infrastrutture

«Sì al ponte sul Cecina»: la promessa dell’assessore Boni dopo il sopralluogo. Ma servono otto milioni

di Ilenia Reali

	Da sx l’assessore regionale Filippo Boni, la responsabile infrastrutture della Federazione Pd Giulia Guarnieri, il consigliere regionale Alessandro Franchi e il parlamentare Pd Marco Simiani
Da sx l’assessore regionale Filippo Boni, la responsabile infrastrutture della Federazione Pd Giulia Guarnieri, il consigliere regionale Alessandro Franchi e il parlamentare Pd Marco Simiani

Tra gli argomenti affrontati al convegno Pd anche l’eterna «incompiuta»: la Tirrenica. E la non efficienza dei collegamenti ferroviari

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CECINA. Il dibattito della festa del Pd organizzato sulla terrazza di Largo Cairoli è cominciato un po’ in ritardo per un fuori programma.

La sindaca di Cecina Lia Burgalassi, con l’appoggio dei colleghi di giunta e del partito locale, non si è lasciata scappare l’occasione e quando l’assessore ralle infrastrutture Filippo Boni è arrivato a Marina lo ha portato sul ponte di via Volterra. Un sopralluogo per consentire all’assessore regionale di vedere il ponte e di spiegare anche a lui la situazione e la pericolosità di quella struttura che, ogni volta che piove, minaccia di far allagare una parte di Cecina. Come si sa i pilastri su cui poggia, dentro il letto del fiume, sono un ostacolo per tutto ciò che il Cecina porta da monte. E nelle ondate di piena alberi, cespugli, massi impediscono il normale deflusso dell’acqua verso il mare. E se questa è la ragione che rende l’intervento di rifacimento della struttura (servono almeno 8 milioni di euro) ce n’è una seconda che riverbera sulla possibilità di rilancio del territorio. Il costo del rifacimento del ponte è inserito nella convenzione con la Porto Spa, società in procedura giudiziale, e se la Regione si occupasse del finanziamento, stralciando la cifra dal passivo in modo definitivo, anche l’appeal del porto aumenterebbe. Di fatto, si potrebbe abbassare la richiesta per la messa in vendita e quindi avere più possibilità di sciogliere in tempi rapidi la procedura.

«Gli uffici regionali – ha commentato Boni all’inizio del convegno – affronteranno l’argomento la prossima settimana. Esiste un progetto definitivo, realizzato da un professionista incaricato dalla Porto di Cecina, che sarà valutato per capire se è ancora adeguato. Anche dal punto di vista finanziario. Il progetto prevede il rifacimento del ponte senza pilastri sul letto del fiume e due passerelle pedonali. Se fosse tutto a posto potremmo completare l’iter in tempo per finanziare l’opera, come intenzione del presidente Eugenio Giani, con il prossimo bilancio». Scacco matto per l’amministrazione comunale cecinese che ha incassato pubblicamente la volontà della Regione di finanziare il rifacimento del ponte dopo che Giani si era impegnato privatamente con la sindaca Burgalassi riconoscendo l’urgenza di mettere mano alla situazione che, per le condizioni che si sono create, rischia di rimanere impantanata nel fallimento.Anche il parlamentare Pd Marco Simiani è intervenuto sull’argomento sottolineando come nella passata Finanziaria dello Stato aveva fatto un emendamento per inserire il rifacimento della struttura che però era stato stralciato. «Emendamento – ha sottolineato – che comunque ripresenteremo anche quest’anno. Per le istituzioni locali e la Regione manca un referente nazionale che consente di risolvere le varie esigenze che si creano come la Tirrenica».

Eccola l’opera che non può mancare di diventare oggetto del dibattito sulla costa ormai da 60 anni. L’eterna incompiuta, il limite oggettivo per lo sviluppo della Costa e un primo riequilibrio con la parte interna della Toscana. Si è ripercorso l’iter, grazie al consigliere regionale Alessandro Franchi, all’assessore Boni, alla responsabile infrastrutture del Pd Giulia Guarnieri, all’onorevole Marco Simiani. Un percorso interrotto dal mancato rifinanziamento «per la scelta di mettere tutte le risorse sul ponte di Messina». Tra i limiti dello sviluppo della Costa anche l’assenza di una linea ferroviaria efficiente. «Sono arrivata da Genova, pensavo di scendere a Cecina – ha detto Guarnieri – ma non è stato possibile. Avrei dovuto prendere un treno locale da Livorno. Impossibile in tempi sostenibili». Così come difficili sono i collegamenti con Roma, Milano e anche la vicina Pisa dove tanti ragazzi cecinesi studiano.


 

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