Il Tirreno

Lutto

Cecina, è morto Massimo Bianconi: addio a Masoko, re dei dischi e anima del commercio

di Ilenia Reali

	Massimo aveva 63 anni 
Massimo aveva 63 anni 

Per anni ha gestito il negozio di dischi in corso Matteotti, poi l’apertura di una piadineria. Il ricordo della compagna: «Non l’ho mai sentito parlare male di nessuno»

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CECINA. «Se entravi in negozio e gli chiedevi il rock commerciale, ti dava tranquillamente Ligabue, ma se gli chiedevi le ultime novità, dal rock all’avanguardia, beh, allora scoprivi un mondo perché non c’era cosa che lui non sapesse e su cui non fosse preparato». A raccontare Massimo Bianconi, 63 anni, morto nella sera di domenica 12 aprile, è uno dei suoi clienti più appassionati che ha chiamato la redazione perché “Masoko”, come tutti lo chiamavano, lo conoscevano proprio tutti.

Masoko e la musica

È sufficiente tornare con la memoria indietro nel tempo, fino al 2010, quando ancora in Corso Matteotti  a Cecina era aperto il negozio di dischi di Bianconi,“Masoko” appunto, uno dei due regni della musica di Cecina. «Era un periodo in cui a Cecina – raccontano i clienti – venivano anche da fuori per acquistare i dischi ma soprattutto per parlare di musica con Massimo. Lui vendeva dischi, c’era un secondo negozio e poco lontano anche un locale in cui spesso c’erano ospiti che non ti aspettavi per una città piccola come la nostra. Grandi artisti. C’era un grande fervore musicale e Massimo sapeva diversificare, trovava delle chicche di musica di altissimo livello e qualità. Gli appassionati trovavano in lui una persona con cui confrontarsi con soddisfazione». Poi è arrivato internet, le piattaforme, e i negozi di dischi hanno dovuto cedere il passo alla nuova tecnologia. E anche Bianconi, famiglia di noti commercianti a Cecina, ha dovuto riciclarsi aprendo una piadineria nello stesso locale, poi ceduta cinque anni fa. Tutti lo ricordano però per la musica. Non c’era giovane che non fosse passato dal suo negozio per ascoltare un consiglio di “Masoko. Era considerato un “ganzo”, racconta chi lo ha conosciuto, uno a cui di musica potevi raccontare poco che non sapesse. E inoltre aveva anche un bel carattere, era accogliente.

Il sorriso

«Aveva sempre il sorriso – lo ricorda la compagna Monica Adorni – e non l’ho mai sentito parlare male di nessuno. Era una persona buona, solare. Non sapeva negli ultimi tempi quanto fosse grave la malattia che lo aveva colpito, dopo poco tempo da un delicato intervento al cuore, ma lui amava la vita e ha lottato come un leone, con la “l” maiuscola. Non si è arreso mai». Era anche un bell’uomo, di un fascino che incantava soprattutto quando parlava di musica. «Ha formato davvero tanti giovani, era molto amato e tutti lo ricordano», commenta Adorni che negli ultimi giorni non ha mai lasciato il compagno. Con lei le figlie di Massimo, Giulia e Satia, «due donne splendide», che sono state vicine al padre fino all’ultimo momento.

Negli ultimi anni lavorava in un’azienda a Rosignano. «Era un lavoro di fatica che lui non aveva mai fatto – è sempre Monica a ricordare Massimo – eppure lui si era saputo riciclare ancora, sempre con quel sorriso meraviglioso e con un grande amore per la vita».

Gli ultimi tempi

Purtroppo, è sempre la compagna a raccontare, un male inguaribile l’ha colpito quando il suo cuore, nonostante l’intervento fosse andato bene, non era pronto ad affrontare un’altra difficile sfida. «In ospedale gli sono stati tutti vicino. Ringraziamo i medici e tutta la squadra del reparto medicina di Cecina e soprattutto il dottor Damiano Celati che lo ha curato, supportato e protetto come se fosse stato suo padre».

Il Milan

Infine la passione per il Milan. Una squadra che ha seguito per tutta la vita, guardando le partite, andando anche in trasferta con la figlia Giulia con cui condivideva l’amore per il calcio.

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