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Il lutto

Addio al professore che fondò il Polo della Magona

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Ordinario di Ingegneria chimica: è stato tra i primi a collaborare con le aziende

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CECINA. È morto all’età di 87 anni il professor Giuliano Nardini, ordinario di ingegneria chimica all’Università di Pisa dove era entrato giovanissimo come assistente e dove era rimasto per la stragrande maggioranza della sua vita. Era stato anche uno dei fondatori del Polo tecnologico della Magona di Cecina nell’ambito di un’operazione di recupero dell’area industriale per la realizzazione di un centro di ricerca d’eccellenza che mirava al trasferimento tecnologico e della ricerca ai processi industriali riuscendo a instaurare collaborazioni con imprese, enti pubblici e Università su un modello che ancora oggi è ritenuto all’avanguardia.

La carriera

Visionario e riferimento nel campo degli impianti chimici ha dedicato la sua vita alla ricerca, all’innovazione tecnologica e alla promozione dello sviluppo industriale sostenibile. La sua brillante carriera lo ha visto protagonista di progetti di rilevanza internazionale, nei quali ha saputo coniugare competenza tecnica, creatività e profonda etica professionale. In ambito internazionale ha svolto attività di studio, ricerca e didattica anche all’Università di Edimburgo sulla determinazione dell'area di scambio nei sistemi gas-liquido, collaborando con il professor Calderbank.

I ricordi

«Anche dopo il pensionamento non aveva mai smesso di lavorare continuando la sua attività di progettazione degli impianti. È sempre stato un uomo e un professionista instancabile», lo ricorda la moglie Maurizia Tazartes, storica dell’arte, con le figlie Isabella, Monica e Paola. «È stato tra i primi in Italia a instaurare rapporti di ricerca con aziende leader nel campo dell’assorbimento con riempimenti strutturati, distillazione, separazione e recupero di solventi ma anche dei sistemi di controllo avanzato e dello sviluppo di approcci integrati di analisi di sicurezza e impatto ambientale nella progettazione degli impianti», raccontano in una nota i colleghi del Gricu, il gruppo di ingegneria chimica dell’università di cui giovanissimo fu uno dei fondatori. «La sua grande competenza ed esperienza di progettista di impianti chimici – lo ricordano i colleghi – gli ha permesso di contribuire alla realizzazione di impianti in ogni parte del mondo. Non solo. Ha dato modo ai suoi allievi di avere sempre una finestra aperta sul mondo reale. Era un uomo di una intelligenza rara, creativo, geniale, ironico, con una profonda etica professionale. Un punto di riferimento professionale ed umano».

«Grazie alla sua lungimiranza e al suo impegno – aggiungono dalla Magona – il Polo Tecnologico è divenuto un punto di riferimento nazionale e internazionale, rappresentando un modello di eccellenza per l’ingegneria chimica e per lo sviluppo di processi industriali innovativi. Con il suo esempio, il professor Nardini ha ispirato generazioni di studiosi, tecnici e imprenditori, trasmettendo loro i valori della conoscenza, della dedizione e del progresso sostenibile». «Esprimiamo alla famiglia il nostro profondo cordoglio, sicuri di condividere la vicinanza in questo momento di grande tristezza con tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare al suo fianco. La sua eredità vivrà nel lavoro quotidiano del Polo, nei successi dei suoi allievi e nei progetti che continueranno a portare avanti il suo sogno di innovazione e progresso». 

La famiglia

«Abbiamo vissuto insieme tutta la vita – ne traccia un breve ritratto la moglie – e sempre, nonostante le differenze della nostra formazione, lui ingegnere chimico, io storica dell’arte, abbiamo avuto un confronto e uno scambio. Era un uomo irruento, appassionato e un grande sportivo. Sempre attivo, non ha mai smesso di occuparsi delle sue attività di studio e di progettazione. Se n’è andato improvvisamente». I funerali si svolgeranno martedì 17 dicembre a Pisa in forma privata.

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