Il Tirreno

La vertenza

Oltre 200 operai del parco Solvay per discutere della crisi del lavoro

Un momento dell’assemblea dei lavoratori del parco industriale Solvay tenutasi ieri pomeriggio
Un momento dell’assemblea dei lavoratori del parco industriale Solvay tenutasi ieri pomeriggio

Grande affluenza a Rosignano per l’assemblea per la manifestazione del 6 maggio a Bologna

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ROSIGNANO. Un’affluenza «oltre le aspettative». E un interessamento alle tematiche che saranno alla base della manifestazione nazionale che si terrà a Bologna il 6 maggio «che abbiamo riscontrato qui a Rosignano e che stiamo rilevando ovunque ci confrontiamo con i lavoratori sul territorio». È questo il primo e maggiore segnale che è emerso dall’assemblea generale dei lavoratori di tutte le aziende coinsediate nel parco industriale Solvay e di tutte le ditte dell’indotto. Erano infatti oltre 200 i dipendenti, in rappresentanza di tutte le realtà imprenditoriali dell’area produttiva del parco, che ieri pomeriggio si sono riuniti al piano terra dei bagni officina Solvay per discutere dei diritti dei lavoratori e del contesto di grave crisi in cui versa il mondo del lavoro in Italia.

Davanti al folto gruppo di lavoratori si sono susseguiti negli interventi Federico Bellandi (Filctem Livorno), Lorenzo Martini (Filctem Cgil), Fabrizio Zannotti (segretario generale della Cgil provinciale), Fabrizia Brogi (segretaria generale Filcams Livorno), Federico Geri (Filcams Livorno), Rexhep Paja (Fillea) e infine il segretario generale della Cgil Toscana Rossano Rossi.

Al centro dell’assemblea, un’approfondito dibattito sulle scelte politiche «di questo governo e dei governi precedenti - spiega Rossano Rossi - che hanno reso il contesto in cui si muovono oggi i lavoratori particolarmente tremendo. Abbiamo salari con il potere d’acquisto più basso d’Europa - spiega il segretario generale della Cgil regionale - combinati ad un’inflazione a doppia cifra che, nell’arco di un anno, di fatto taglia un’intera mensilità di stipendio. Questo sta portando 12 milioni di lavoratori in uno stato di povertà relativa: basta un niente per loro per superare la soglia della povertà assoluta. E lavorando in queste condizioni di precarietà dilagante aumentano poi anche gli incidenti sul lavoro. In tutto questo - conclude - ogni anno 120mila giovani emigrano all’estero per trovare lavoro senza essere costretti a finire sfruttati». E se è pur vero che «multinazionali come Solvay e le aziende del parco industriale di Rosignano - spiega Rossi - garantiscono il rispetto del contratto nazionale e salari adeguati, è il contesto generale a impoverire i lavoratori. Per questo è importante manifestare a Bologna il prossimo 6 maggio».

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