Nonno Hollywood va forte il Bolgheri di Nigiotti firmato con podere Sapaio
La novità richiestissima in enoteca: una collaborazione con l’azienda di Piccin
BOLGHERI. L’arte come filo rosso. Rosso come il vino. Una passione che ha unito la musica e l’amore per il nonno del cantautore livornese Enrico Nigiotti alla sapienza enologica di una delle aziende top di Bolgheri, Podere Sapaio di Massimo Piccin. Il risultato è Nonno Hollywood, un vino che porta il nome della canzone dedicata a nonno Tommaso, quello che portava il piccolo Enrico nella terra di famiglia, a Riparbella. Il nonno che ha fatto conoscere al nipote il piacere del vino. E prima ancora il sudore della terra.
Nonno Hollywood è uscito in annata 2020 poco prima di Natale ed è stato un successo. Richiestissimo nelle enoteche. Stefano Volpi (dell’enoteca Bar Napoli di Cecina) lo definisce un Volpolo con una ventata di freschezza. E del Volpolo Enrico Nigiotti è un grande estimatore, tanto che nella sua Livorno, all’enoteca Nardi, lo hanno soprannominato “volpolino”. Una passione che gli è valsa la chiamata di Piccin. È stata l’azienda che l’ha contattato, leggendo i suoi post ammirati per il Volpolo. Nasce così il vino di Nigiotti. In un costante dialogo per la scelta dell’uvaggio, per la giusta quantità. Per l’etichetta, nella forma e i colori.
Nonno Hollywood ha un bouquet bolgherese, frutti di bosco e pepe, un sentore di liquirizia. È un blend al 50% di Cabernet Sauvignon, 20% di Cabernet Franc, 20% Petit Verdot e 10% Merlot. Soltanto 1380 bottiglie prodotte. E andate a ruba.
Una passione, quella per il vino che al cantante livornese è stata trasmessa proprio da nonno Tommaso, che lo portava con sé nella vigna di famiglia. Come ha spesso dichiarato il cantante, il vino è il collante, è il sapore della vita.
La collaborazione con Podere Sapaio di Massimo Piccin arriva come nella migliore delle tradizioni “per caso”. L’azienda bolgherese, attenta all’innovazione e all’arte, lo chiama, gli consente di scegliere l’assemblaggio delle uve. L’etichetta è firmata da Aldo Segat, un nome della comunicazione e del design. Il nome? Quello viene da sé: un omaggio a nonno Maso, non poteva che prendere il nome della canzone a lui dedicata al Festival di Sanremo 2019. Il singolo Nonno Hollywood che ha vinto il Premio Lunezia per il testo e si è classificato al decimo posto. In quel testo c’è tutto. “Quanto è bella la campagna e quanto è bello bere vino . Quante donne abbiam guardato abbassando il finestrino/ La ricchezza sta nel semplice, semplice/ Nel semplice sorridere in un giorno che non vale niente”.
Sulla bottiglia è stampata una grossa N, come Nigiotti, ma anche come nonno. Semplice, diretta, ben visibile.
Il resto è storia recente, ma destinata a continuare. La collaborazione infatti soddisfa i due “soci”. Per Enrico Nigiotti un omaggio al nonno e un’altra scommessa vinta, lui che fin da ragazzino ha coltivato la passione per la musica. Classe 1987, partecipa al talent Amici di Maria De Filippi, un concorso di Mara Maionchi, collaborazioni con artisti di fama, infine Sanremo e il successo.
Coronato ora da un vino. Non un vino qualsiasi, ma una Doc prestigiosa.
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