Il Tirreno

Muore a 35 dopo l'esplosione: sarà lutto cittadino a Castellina

Stefano Taglione
Il viticoltore Fabio Perrotti, morto a 35 anni
Il viticoltore Fabio Perrotti, morto a 35 anni

Il sindaco Manolo Panicucci appena sarà nota la data delle esequie firmerà un'ordinanza. Negozi chiusi durante il funerale

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CASTELLINA. Sarà lutto cittadino (con i negozi chiusi) a Castellina per il funerale di Fabio Perrotti, il viticoltore di 35 anni morto dopo due mesi di agonia a causa della terribile esplosione che il 25 luglio scorso distrusse il garage della villetta dove abitava con i genitori Maria Grazia Bertini (anche lei ferita e ricoverata all’ospedale di Volterra), Mario Perrotti e il fratello Davide.

Ad annunciarlo è il sindaco Manolo Panicucci, che si stringe al dolore dei familiari: «Attendiamo di sapere la data delle esequie – spiega il primo cittadino – poi firmerò l’ordinanza. Mi sembra un segnale doveroso dopo una tragedia che ha sconvolto tutta la comunità. Siamo stati due mesi in apprensione, speranzosi che Fabio si potesse risvegliare. Purtroppo però è successo quello che non volevamo mai che accadesse. Come amministrazione siamo stati costantemente in contatto con la famiglia ».

Il provvedimento prevede la chiusura di tutti i negozi (che dovranno abbassare le serrande) e lo stop alle attività almeno per la durata del funerale e il trasporto della salma verso la sepoltura o la cremazione.

Sul fronte indagini – è quanto emerge dagli ambienti investigativi – la morte di Fabio Perrotti non ha sostanzialmente mutato il lavoro degli inquirenti. È stato proprio il trentacinquenne, ovviamente in maniera del tutto inconsapevole, ad aprire lo sportello del forno della pizza che ha innescato poi lo scoppio del garage della villetta, saturata a causa della perdita di gas da una delle due bombole a gpl posizionate nella stessa stanza. Due le esplosioni, visto che due erano le bombole. La madre, Maria Grazia Bertini, si trova più a distanza, motivo per il quale è risultata fin da subito in condizioni meno gravi, ma comunque con ustioni importanti al volto e sulla schiena. Ora la donna si trova ricoverata all’ospedale di Volterra e le sue condizioni sono notevolmente migliorate da quel maledetto sabato 25 luglio. I carabinieri della Compagnia di Volterra, diretti dal capitano Ezio Mazza, l’hanno infatti ascoltata e hanno accertato che ad aprire il forno fu il figlio in maniera del tutto inconsapevole. Motivo per il quale da parte della procura di Livorno, che ha la competenza territoriale pur essendo la provincia pisana, non al momento formulato ipotesi di reato. —


 

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