Il Tirreno

Quei 140 ragazzi morti per liberare Cecina dai nazisti - Video

di MARIA MEINI
I militari di alcuni Sherman passati in rassegna (foto in esposizione al circolo Il Fitto)
I militari di alcuni Sherman passati in rassegna (foto in esposizione al circolo Il Fitto)

2 luglio 1944: 73 anni fa la battaglia alle porte della città Shermann contro Tiger, come gli americani sconfissero i tedeschi

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CECINA. Una pagina di storia durissima. E in gran parte dimenticata. La battaglia di Cecina, tre giorni di bombardamenti, Sherman opposti ai Tiger (carri armati americani contro tedeschi), 140 soldati Usa morti per liberare la nostra città, che nel 1944 era poco più che un borgo, un paese - lo vediamo nelle immagini aeree dell’epoca con le vaste distese di campi dal ponte sul fiume fino al mare -, il camposanto allestito alla fattoria del Terriccio con una distesa di croci bianche rimosse soltanto anni dopo con il trasferimento delle salme dei giovani soldati al cimitero americano di Firenze. E poi l’arrivo di Churchill, famosa la sua presenza all’hotel Miramare a Castiglioncello dove si era acquartierata la V Armata, ma in un filmato rimesso insieme da Davide Filippi, scrittore cecinese appassionato di storia, vediamo il primo ministro inglese nella pineta di Marina di Cecina insieme al generale Clark, al ministro della guerra Usa, Reider.

E Re Giorgio VI d’Inghilterra. Clark che si sposta nella piana di Vada dove decora i suoi ragazzi, sullo sfondo la ciminiera del pomodorificio; le immagini in presa diretta dei registi di guerra in forza all’esercito americano che si soffermano sull’ospedale da campo tra Santa Luce e Orciano, su una messa a cui partecipano i “nisei”, i soldati a stelle strisce figli di giapponesi, buddisti, in cerca di un conforto religioso. Le immagini riprendono momenti di vita comune, mentre i soldati mangiano pannocchie di granturco arrostito e cipolle stufate, mentre vengono arringati dal generale Clark (“Siate fieri di essere americani, siate fieri di essere soldati”), mentre vengono curati i feriti...

Frammenti di una storia recente - sono passati appena 73 anni - che sono il background della nostra giovane democrazia, nata dalla Liberazione e dalla Resistenza.

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Quest’anno il Comune di Cecina, tramite l’assessore alla cultura Giovanni Salvini, ha organizzato un programma di rievocazione della battaglia e della Liberazione, curato dal circolo Il Fitto insieme a Davide Filippi ed Eliano Morganti, della compagnia Bravo. Il Fitto a fine anni Ottanta pubblicò un libro, “Cecina, anni di guerra”, scritto da Luis Piazzano con Ivo Arzilli, fondatore del circolo culturale, ora diretto dalla moglie Maria Giraffa.

Perché ricordare la “guerra degli americani”? Perché di questi ragazzi si è sempre parlato poco, spiegano gli organizzatori. «Eppure - dice Filippi - questi soldati erano poco più che ragazzi ed hanno dato la loro vita per un Paese e persone che erano lontani anni luce dalla loro terra e dalla loro tradizione». «Dal loro esempio - aggiunge Salvini - dovremmo trarre insegnamento per difendere la nostra civiltà cercando di imparare la fratellanza».

Gli espositori della mostra al Fitto: Massimiliano Battini (divise originali di varie nazionalità e reparti), Eugenio Balanc (collezionismo militare di varie nazionalità), Giovanni Brunetti (collezionismo divise italiane originali d'epoca), Riccardo Viti (equipaggiamenti originali), Gianluca Vivoli (collezionismo militare), Damiano Bartoletti (pezzi originali da ritrovamenti di scavo), Davide Filippi (video, foto e reperti originali dei soldati), David Melani (associazione Club modellismo e giochi G. De Fina), Associazione fiorentina battaglie in scala modellismo, Gruppo ludico Aglianese modellismo campagna d'Italia, Gruppo plastimodellismo Firenze modellismo campagna d'Italia, Nicola Fanucci (modellismo regio esercito), Andrea Panichi (modellismo: campagna d'Italia, campagna di Francia, Afrika Korps).

L’associazione Compagnia Bravo, con il nucleo rievocatori seconda guerra mondiale, coordina gli eventi.
 

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