Oggi il premio Spadolini ma salta quello letterario
Il Comune costretto a tagliare anche la sezione dedicata alla comunicazione Il sindaco: «Rimasti unici promotori, valuteremo se rifarlo». In forse la filosofia
CASTIGLIONCELLO. Oggi a partire dalle 17,30 alla Limonaia nel parco del castello Pasquini si tiene la nona edizione del Premio Spadolini, nel ventennale della sua scomparsa. Il premio sarà assegnato a Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, che sarà intervistato da Paolo Ermini direttore del Corriere Fiorentino. Mentre il Premio alla carriera andrà all'ex ministro Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani. Introdurrà l'incontro con Paolucci l'architetto Francesco Gurrieri, professore ordinario di restauro dei monumenti all'Università di Firenze.
A fronte dello sforzo da parte del Comune di portare avanti le attività culturali, i tagli si sono comunque portati via alcuni premi: sospeso quello per la narrativa che si consegnava a fine estate - quest'anno non è previsto - lo stesso quello per la comunicazione, e resta in attesa di conferma quello filosofico dell'autunno. Il Comune di Rosignano a fronte di risorse ridotte ha infatti dovuto tagliare dove ha potuto, lasciando in sostanza il premio di cultura politica intitolato a Giovanni Spadolini e il premio per la scenografia dedicato a Suso Cecchi D'Amico, consegnato a giugno durante il festival del cinema. «Il premio letterario Castiglioncello è composto da tre sezioni e per quest'anno abbiamo lasciato quella politica, congelando la sezione di comunicazione e quella di narrativa - spiega il sindaco Alessandro Franchi - Le ragioni sono due: da una parte il premio narrativa nelle ultime edizioni aveva registrato un calo di interesse anche da parte delle case editrici, dall'altra la riduzione di risorse per la cultura ci ha fatto scegliere di mantenere iniziative come il festival del cinema e gli incontri con l'autore e di investire in altre attività come quelle educative al Centro Le Creste». Di fatto con i tagli se ne va un pezzo di storia: la sezione narrativa nacque i primi anni del premio letterario, fondato nel 1977 per volontà di Spadolini e arrivato a 36 edizioni, tanto che veniva identificata col premio stesso. Ogni anno la cerimonia di premiazione chiudeva la stagione estiva, portando al Pasquini scrittori e protagonisti del panorama culturale nazionale come Natalia Ginzburg, Norberto Bobbio, Andrea De Carlo e Antonio Moresco. La formula tipica del premio, variata più volte negli anni, prevedeva la scelta dei tre finalisti da parte della giuria tecnica e la votazione del vincitore da parte dei grandi lettori delle biblioteche. «Abbiamo avviato un riflessione per capire se possiamo rinnovare la formula e riproporlo oppure no - continua Franchi - del resto il Comune è rimasto il solo promotore, poiché in questi anni sono venuti a mancare l'Apt, la Provincia, la Camera di Commercio e qualche sponsor, da soli non ce la facciamo più». Il premio per la cultura politica, nato nel 2006 come quello per la comunicazione, è rimasto «perché ha mostrato un gradimento più alto da parte del pubblico», spiega il sindaco, forse attratto dall'incontro con protagonisti della vita civile del paese. Sul premio filosofico, nato a febbraio del 1997 e da alcuni anni consegnato in autunno, pende l'approvazione del bilancio e le relative risorse. «Entro agosto dovremmo sapere se possiamo mantenerlo o no - afferma Franchi - perché nonostante queste riduzioni, come la rinuncia alla mostra estiva, non è cambiata la nostra politica culturale, crediamo ancora che la cultura sia un elemento di qualità della vita del territorio, purtroppo senza soldi si fa di meno».
Federica Lessi
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