Il teatro, l'amore e Benigni
Simone Pardini
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Giuliana Lojodice Giuliana Lojodice ospite stasera alla Limonaia per presentare il libro scritto da Anna Testa
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CASTIGLIONCELLO. Proseguono gli Incontri d'autore alla Limonaia del castello Pasquini. L'attrice pugliese Giuliana Lojodice oggi alle 18 presenterà il libro "Buonasera Aroldo, buonasera Giuliana" della scrittrice Anna Testa. Signora Lojodice, come è nato questo libro e perché? «Il libro nacque nel 2006 dalla richiesta di Anna Testa, che lo pensò come tramite per lasciare una testimonianza di due personaggi storici. Non si parla mai dei più famosi attori italiani che ormai ci hanno lasciato, le persone li hanno dimenticati. Non deve succedere questo, hanno dato molto ai loro connazionali. Chi pensa più a Gassman? È un libro che serve per tornare indietro nel nostro passato». Come nasce il grande amore per Aroldo Tieri? «È successo tutto per puro caso, ci siamo incontrati a Siracusa in un teatro greco, io avevo solo 26 anni, lui 49. Lo incontrai che ero già sposata, con 2 figli, Davide e Sabrina Chiocchio: lei ora fa la costumista teatrale ed ha vinto molti premi. Tra me e Aroldo è stato per tutta la vita un rapporto intenso. In scena eravamo fatti l'uno per l'altra, le nostre voci erano perfette, la fisicità e lo stile anche. E il pubblico ha sempre gradito. Ho sempre lasciato a lui il ruolo dominante nelle apparizioni televisive, non perché mi sentivo inferiore, ma piuttosto lo vedevo più sicuro, aveva più esperienza di me nel mondo dello spettacolo». Nel libro c'è un intervento di Fausto Bertinotti, che ad un certo punto, riferendosi a voi, recita: «Sono molto amici miei e di mia moglie». Come è nato questo rapporto? «Con Fausto abbiamo un'amicizia grandissima che va al di là della politica. Ci siamo conosciuti perché lui e sua moglie venivano sempre a Roma a vedere la prima dei nostri spettacoli. Mi ha sempre supportato e aiutato. Dopo la morte di mio marito, a Cosenza, è stato inaugurato un teatro a suo nome, Bertinotti mi volle accompagnare a tutti i costi». Lei ha collaborato con Benigni nel film "La vita è bella"? «Benigni è una persona straordinaria, piena di talento. Lui mi ha dato l'opportunità di essere apprezzata. Il rapporto con Roberto è prezioso per me: mi ha aiutato, mi ha insegnato le tecniche cinematografiche che non conoscevo. Ha sempre avuto molta pazienza con me. Ci incontravamo in un ristorante a Roma, veniva sempre a salutare me e Aroldo. Gli offrì la parte del grillo parlante nel film di Pinocchio, ma non accettò, era vecchio e non voleva affaticarsi». Per concludere: si sente più un'attrice di teatro e televisiva? «Indubbiamente di teatro».
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