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A Pechino con (Eugenio) Amore. Un sogno olimpico nato in spiaggia

di Massimo Guidi
Eugenio Amore
Eugenio Amore

Il campione di beach volley e un’avventura a cinque cerchi quasi insperata

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VIAREGGIO. «Se ad un certo punto della mia vita mi avessero detto che un giorno avrei disputato le Olimpiadi non ci avrei creduto». E invece Eugenio Amore è riuscito a coronare quel sogno in occasione della rassegna a cinque cerchi di Pechino nel 2008 dove ha disputato il torneo di beach volley.

Fisico da granatiere, ben sopra i 190 centimetri, è arrivato al volley e poi al beach un po’ per caso. Prima ci prova con la vela, poi con la boxe ed anche con il calcio vestendo la maglia della Ninfea di Torre del Lago, una delle società storiche del calcio giovanile versiliese che oggi non esiste più. Tanti sport ma nessuno di questi gli fa sentire le farfalle nella pancia.

Poi un giorno, come spesso succede nelle storie di sport, incontra l’amico Andrea Veroni che lo convince ad andare alla palestra di Piano di Conca dove un gruppo di ragazzi sta allenandosi per partecipare ad un campionato dilettantistico di volley. Forse per non scontentare l’amico o magari per semplice curiosità il ragazzone viareggino va a provare questa disciplina nella quale mai si era cimentato. Trova un ambiente favorevole, fatto di gente per bene che ama la pallavolo e che lo convincono ad entrare a far parte della squadra che giocherà nel campionato di Prima Divisione. Passa poi al Migliarino Pisano dove incontra Claudio Grassini, tecnico che crede nelle potenzialità del giovane che non ha ancora compiuto diciotto anni e lo mette in condizioni di esprimersi.

Dopo la parentesi del servizio militare, Amore torna a giocare nel Migliarino dove però deve fare i conti con un ginocchio ballerino che ne limita il rendimento. Passa poi in Serie B2 a Pesaro dove scopre il beach volley. Gioca qualche torneo a Ravenna e si fa subito notare per la sua capacità di elevazione. Gli viene proposto di andare a giocare un torneo internazionale ad Acapulco dove in coppia con Giulio Mosci – che lo aveva convinto a buttarsi nell’avventura – mette in fila coppie più accreditate. Dopo quella esperienza si trova di fronte ad una scelta: continuare con il volley dove rimaneva un buon giocatore o dedicarsi al beach dove per le sue caratteristiche avrebbe potuto togliersi qualche soddisfazione? Sfoglia la Margherita che alla fine rimane con due petali ed allora decide di impegnarsi sui due fronti.

Dopo le Olimpiadi di Atene la federazione decide di dare il via ad un nuovo programma in vista dei Giochi di Pechino. E tra i giocatori di interesse olimpico c’è anche Eugenio Amore che nel corso della sua storia sulle spiagge di mezzo mondo cambia più volte partner giocando per un periodo anche con l’altro viareggino Riccardo Fenili. L’allenatore della Nazionale Lequaglie lo inserisce nel gruppo di giocatori che prepara le Olimpiadi cinesi giocando in coppia con Riccardo Bizzotto. E si arriva così al 2008 quando Eugenio perde un po’ di certezze di poter partecipare ai Giochi. Nelle classifiche di rendimento Vanier e Lione lo precedono e le speranze sono ridotte al lumicino. Ma mentre sta tornando a Torre del Lago con un po’ di delusione da smaltire succede una cosa. «Ero sulla via Aurelia dalle parti di Albinia quando squilla il cellulare. Sul display compare il nome di Matteo Vanier». Cosa ha da dirgli il suo compagno di Nazionale che parteciperà alle Olimpiadi: «Eugenio torna indietro, io mi sono infortunato. Tocca a te andare con Lione a Pechino». Dopo un attimo di silenzio i due ragazzi cominciano a piangere, Eugenio è contento, ma pensa anche al compagno che vede sfumare il sogno a cinque cerchi.

A Pechino ci sono coppie fortissime ed i due italiani finiscono nelle posizioni di rincalzo, ma quell’esperienza rimane indimenticabili per l’atleta viareggino che ha tanti aneddoti da raccontare. Il più gustoso? Serviti: «Ci allenavamo nel campo a fianco di quello dove si preparavano gli americani. Un giorno vediamo arrivare in corteo due Limousine. Da una delle due, protetto da numerose persone, scende Bush, il presidente degli Stati Uniti. Il mio compagno Lione, persona molto simpatica, fece di tutto per andare nel campo degli americani e ci riuscì».

Oggi Eugenio Amore insegna beach volley ai giovani nella sua accademia con la speranza di vedere un giorno uno dei suoi allievi partecipare ad un’Olimpiade.




 

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