Carpita, il ritorno del grande capitano: «L’avevo promesso ora si deve vincere»
A 125 giorni dall’infortunio: «Lavoro duro»
VIAREGGIO. «Tornerò a giocare a febbraio». Così aveva detto Andrea Carpita al termine della gara di Corsanico il 2 ottobre scorso. Quel giorno il capitano e uomo simbolo del Viareggio aveva comunicato urbi et orbi che si sarebbe dovuto fermare per sottoporsi ad un intervento chirurgico alla spalla destra, che lo avrebbe costretto ai box per un po’ di tempo. Quanto? Sei mesi secondo i medici, quattro per le speranze di Andrea. Che si sono concretizzate con il ritorno a difesa della porta viareggina nell’ultimo turno di campionato sul campo di Vecchiano, proprio nella prima domenica di febbraio, 125 giorni dopo Corsanico. È stato di parola il capitano, 35 anni il prossimo maggio, grazie all’impegno profuso nel doloroso percorso della rieducazione dell’arto per poter tornare ad essere utile al Viareggio nel momento decisivo del campionato ed in prospettiva futura alla squadra bianconera di beach soccer oltre che alla Nazionale.
Come ha vissuto la giornata del ritorno in campo?
«Con tranquillità. Anche se già da qualche settimana stavo mordendo il freno in attesa di questo momento. È stato comunque un rientro soft, visto che non sono stato quasi mai chiamato in causa».
È stata la sua prima volta di un periodo così lungo fuori dai giochi?
«Sì. Avevo già subito un infortunio importante, all’altra spalla, quando giocavo a Camaiore. Ma era arrivato a fine stagione poco prima della disputa dei playoff e quindi niente di paragonabile».
Una situazione quindi inedita. Come l’ha gestita a livello mentale?
«Chi pratica sport è cosciente che l’infortunio e il conseguente stop fanno parte del gioco. No, a livello di testa non ho mai sofferto, pensavo solo che c’era tanto da lavorare per poter tornare in campo».
Quindi vuol dire che non c’è stato mai nemmeno un piccolo dubbio di recuperare nei tempi da lei sperati?
«A un certo punto del percorso ci siamo accorti che non avevo ancora la piena elasticità dell’arto. Ma non mi sono perso di coraggio e ho intensificato il lavoro, passando da quattro a sei sedute».
Dunque è sempre stato convinto di poter rientrare a febbraio?
«I medici mi avevano detto che biologicamente ci sarebbero voluti novanta giorni per il recupero. Accelerare i tempi dipendeva solo da me. Io mi ero dato come obiettivo quattro mesi, perché volevo tornare al più presto in campo per dare una mano alla squadra».
Cosa le hanno detto i suoi compagni nel pre-gara di Migliarino?
«Niente di particolare. Ho visto dai loro occhi che erano comunque contenti di potermi riavere in campo».
Inutile negare che la sua presenza dà sicurezza a tutta la squadra.
«Posso solo dire che durante la mia assenza chi mi ha sostituito, da Gianni Santini a Manfredi e anche il giovane Morbini che da tempo si sta allenando con noi, si è comportato bene».
La volata per la vittoria sarà tra voi ed il Romagnano?
«Con il pareggio di Corsanico la Folgor Marlia ha perso un po’ di terreno. Tra qualche settimana avrà lo scontro diretto con il Romagnano: vedremo se saprà rientrare in gioco. Al momento noi abbiamo il piccolo vantaggio di un punto che potrebbero diventare quattro, anche se poi dobbiamo giocare lo scontro diretto a casa loro».
Intanto nel prossimo turno il Viareggio anticiperà al sabato la gara casalinga con il San Frediano, mentre il Romagnano avrà una gara difficile sul campo del Fornacette.
«A questo punto del campionato quasi tutte le gare diventano difficili, per tutti. Noi dobbiamo solo pensare a vincere tutte le gare prima dello scontro diretto. Dipende solo da noi».
Qual è la forza della vostra squadra?
«La coesione del gruppo. Spesso chi è subentrato ha deciso le partite, come è successo con Fazzini a Migliarino. I ragazzi hanno capito che per portare a casa il risultato più importante ci vuole l’apporto di tutti».
Per lei sarà una stagione importante anche a livello di beach, con il Viareggio e con la Nazionale.
«Il Viareggio ospiterà la finali del campionato e dovremo dare tutto per centrare un risultato che manca da un po’ di tempo. Le potenzialità ci sono. Sarà una stagione importante anche con la Nazionale, attesa da molti appuntamenti importanti, alcuni alla nostra portata».
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