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Motaran e il colpo al sopracciglio «Fasciato, ma volevo giocare»

G.B.
Motaran e il colpo al sopracciglio «Fasciato, ma volevo giocare»

27 aprile 2021
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Forte dei marmi. Tutto accaduto in una frazione di secondo. L'urto (fortuito) con la stecca di Xavi Rubio, il sangue, il personale sanitario accorso in pista, quel pollice alzato verso gli spalti vuoti come a testimoniare ai tifosi a casa, attraverso le telecamere che seguivano la diretta, che andava tutto bene, che il capitano Davide Motaran sarebbe rimasto lì con i suoi compagni fino alla fine. «Hanno provato a convincermi ad andare subito in ospedale - racconta il veterano del Forte - ma non ho voluto sentire ragioni. Ho detto: fasciatemi, fate quello che dovete fare, ma rimandatemi in pista. Alla fine mi sono dovuto accontentare della panchina fino a che non siamo andati ai rigori, ma non volevo lasciare lì i miei compagni: era troppo importante esserci, anche se poi abbiamo perso».

A mente fredda, però, al dolore per la brutta ferita al volto si aggiunge l'amarezza della sconfitta contro il Lodi. «Farsi mettere questi otto punti sarebbe stato meno faticoso se avessimo alzato la Coppa - ammette Motaran - la delusione è terrificante in questo momento ma sono fiducioso, ci rialzeremo. L'avevo detto alla vigilia di quest'ultimo weekend: ho promesso a me stesso e ai tifosi di lasciare questa maglia vincendo quanto più possibile. Abbiamo sfiorato un obiettivo, per quanto mi riguarda adesso l'unico modo per rimediare è vincere lo scudetto: arrivare in finale playoff ovviamente conta e dobbiamo perciò ritrovare subito la giusta condizione psico-fisica per affrontare questo duro percorso, però l'obiettivo è confermare il tricolore che abbiamo vinto nel 2019. Che questa sconfitta, per quanto amara, ci serva da lezione e ci sproni ad essere ancora più affamati nelle prossime partite». —

G.B.

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