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Versilia

La spola di Eritreo tra l’Italia e la Russia «Tutti uniti vinceremo questa partita»

Roy Lepore
La spola di Eritreo tra l’Italia e la Russia «Tutti uniti vinceremo questa partita»

L’ex giocatore del Viareggio ha messo su famiglia a Mosca ma continua a venire in Versilia anche per lavoro  

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L’INTERVISTA

Giorgio Eritreo è stato uno dei giocatori più amati degli sportivi viareggini, ha fatto parte della formazione del patron Giorgio Mendella, con Oreste Cinquini come diesse, e con compagnio di squadra del calibro di Pierpaolo Bisoli e Luciano Spalletti. Con quest'ultimo ha anche collaborato nella sua esperienza alla guida dello Zenit di San Pietroburgo. Alla Russia Eritreo deve molto, sia dal punto di vista professionale che affettivo. L'ex ala destra, come si chiamava a quel tempo il suo ruolo, che tanto piaceva al gentil sesso, ha conosciuto infatti a Mosca la donna che poi è diventata la mamma delle sue bambine. «Faccio la spola tra Mosca e l’Italia - dice Eritreo - dove sono rientrato, causa coronavirus, appena in tempo con un volo per Pisa il 4 marzo, prima che iniziassero anche lì ad esserci problemi che hanno portato alla cancellazione di molti voli. La mia compagna con le bimbe è rimasta a Mosca. Lei lavora in teatro, ma adesso è stato chiuso a causa di questo virus che là per fortuna non si è ancora radicato ma in questi ultimi giorni anche lì stanno prendendo tutte le precauzioni per cercare di fronteggiarlo nel migliore dei modi.

Te dove sei adesso a Forte dei Marmi?

«Ho preferito spostarmi a Roma, dove abita mia madre, altrimenti sarei rimasto da solo. Sono stato al Forte alcuni giorni fa poi sono tornato nell a capitale. I controlli sono serrati da parte delle forze dell'ordine. Anch'io mi unisco alle raccomandazioni fatte da tutti di stare in casa, se vogliamo riuscire insieme a superare questa epidemia che sta contagiando un po' tutto il mondo».

In Russia si dice che ci sia un farmaco che possa servire quanto meno per frenare il dilagare del virus. È vero?

«Da quello che mi ha riferito qualche mio amico che abita là, sembrerebbe in effetti che ci sia un tipo di farmaco che veniva utilizzato per curare l'influenza e che adesso potrebbe sorbire qualche effetto positivo. In Russia sono consapevoli che il rischio contagio riguarda tutto il mondo e quindi stanno prendendo tutte le precauzioni del caso».

A Mosca avevi una scuola calcio che poi in estate spostavi a Forte dei Marmi, hai dovuto interrompere quindi l'attività?

«L'ho chiusa e sono tornato in Italia perché questo di solito era il periodo in cui mi organizzavo per l'attività estiva a Forte dei Marmi. Adesso ci sarà da verificare se tutto potrà svolgersi regolarmente, oppure se ci saranno serie ripercussioni anche per questa attività. La speranza di tutti noi è che per l'estate la nostra vita possa tornare alla normalità, perché l'economia mondiale ha bisogno di una ripresa e quella italiana in particolare. Lottiamo tutti insieme, facciamo tutti la nostra parte, ognuno con il proprio ruolo, noi per primi rimanendo in casa, per aiutare tutti coloro che stanno lavorando con il massimo impegno tutti i giorni per sconfiggere il coronavirus. Sono sicuro che questa partita la vinceremo alla grande». —

Roy Lepore

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