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Niels Torre, un oro mondiale che non fa montare la testa

Angelo Cupisti
Niels Torre, un oro mondiale che non fa montare la testa

L’atleta viareggino, diplomatosi con 100 alla maturità, resta con i piedi per terra  «Punto ai prossimi mondiali, ma intanto voglio diventare ingegnere biomedico»

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VIAREGGIO. Niels Torre, canottiere viareggino e fresco campione del mondo nel quattro di coppia pesi leggeri under 23 , è un ragazzo - come la medaglia conquistata a Poznan, in Polonia - "d'oro", serio, concreto e... modesto. Insomma, un giovane veramente in gamba. Un esempio che vale per tutti. A luglio ha conseguito la maturità al liceo scientifico di Viareggio con il massimo dei voti: un 100 su 100 che sottolinea la sua determinazione, la sua volontà nel centrare un obiettivo non proprio facile e conquistato in un intervallo di tempo agonistico non proprio agevole, cioè qualche settimana prima della disputa dei campionati italiani assoluti under 23 dove si è piazzato al secondo posto e immediatamente dopo il titolo nazionale centrato nella categoria singolo pesi leggeri under 23, nei campionati italiani svoltisi recentemente a Corgeno.

Festeggiato subito dopo il suo rientro da Poznan presso la sede dei Canottieri Viareggio sul lungo canale est in Darsena da parenti amici e appassionati di canottaggio, Niels si è “aperto” commentando non solo la splendida vittoria ottenuta dopo una finale dove gli azzurri hanno respinto gli attacchi dell'Irlanda (classificatasi al secondo posto) e degli Stati Uniti piazzatisi terzi, ma anche parlando dei suoi " sogni " per il futuro..

Niels, innanzitutto, raccontaci come è arrivata questa medaglia d'oro..

«Eravamo coscienti delle difficoltà che questi campionati del mondo in Polonia ci avrebbero riservato ma eravamo altrettanto consapevoli delle nostre capacità; nelle batteria non abbiamo fatto bene, terminando al quarto posto ma poi, nei recuperi dove passavano i primi due equipaggi, ci siamo fatti valere e abbiamo centrato la finale. Nella gara decisiva poi ci siamo comportati come sapevamo e tutto si è svolto nel modo giusto, centrando credo meritatamente la medaglia d'oro».

Quali sono i prossimi obiettivi sia nel canottaggio ma, visto che hai appena diciannove anni, anche nella vita di studente..

«Vorrei qualificarmi per i prossimi mondiali con il doppio pesi leggeri, specialità olimpica ma dopo un breve periodo di riposo, devo riprendere a studiare perché devo prepararmi in vista degli esami che dovrò sostenere per iscrivermi all'Università; voglio infatti diventare ingegnere biomedico e l'accesso a questa facoltà è a numero chiuso».

Hai iniziato a praticare canottaggio a nove anni. Consigli questa attività sportiva ai giovanissimi ?

«Devo confessare che a un certo punto ho momentaneamente lasciato il canottaggio per praticare l'atletica leggera allo Stadio dei Pini. Il mio mito era Usain Bolt , lo ho sempre ammirato perché è stato un grandissimo campione ma poi ho fatto la scelta definitiva e sono tornato ai remi e amo questo sport, duro ma che ti dà grandissime soddisfazioni e, sopratutto, credo che sia adattissimo alla crescita e alla maturazione dei giovani». —
 

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