Lido di Camaiore, ordinanza anti-rumore al “Pinolo” dopo gli esposti dei residenti
Dopo l’esposto dei residenti e i rilievi dell’Arpat, il sindaco firma l’ordinanza: dovranno presentare una valutazione acustica entro 15 giorni e completare gli interventi entro 30 giorni dalla notifica
CAMAIORE. Troppo rumore nelle ore notturne in via del Fortino a Lido di Camaiore. Così i residenti hanno presentato un esposto al Comune di Camaiore che, in seguito alla conferma da parte dei tecnici dell’Arpat del superamento dei limiti imposti dal piano municipale di classificazione acustica, ha emesso un’ordinanza a firma del sindaco Marcello Pierucci con cui si impone ai titolari dell’enoteca Il Pinolo e del vicino (e omonimo) bar di provvedere a eseguire una serie di interventi di mitigazione del rumore «tali da riportare nei limi di legge le immissioni acustiche negli ambienti di vita limitrofi» durante le ore notturne.
La misura
L’ordinanza è stata firmata nella giornata di giovedì 22 ottobre dal primo cittadino. Ma in realtà la vicenda risale all’estate appena trascorsa. Nello specifico, ad attivarsi è stato l’ufficio Ambiente del Comune in seguito all’esposto presentato da alcuni residenti di via del Fortino il 24 luglio scorso che lamentavano fastidiosi e continui rumori durante la notte. Da piazza San Bernardino è partita così la richiesta all’Arpat per l’esecuzione di un’indagine sulle due attività.
I tecnici dell’agenzia regionale si sono messi al lavoro e hanno svolto una misurazione fonometrica nella notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto: nello specifico, il personale dell’Arpat ha registrato le emissioni sonore a partire dalle 22 e fino alle 4,30 del mattino.
La relazione
La relazione stilata dall’agenzia – e trasmessa al Comune e al gestore dei locali lo scorso 9 settembre – parla chiaro: il rapporto di prova ha infatti accertato, a finestre aperte, un livello di rumore ambientale pari a 50,5 decibel. Una quota superiore alla soglia di 40 decibel al di sotto della quale, secondo quanto stabilito dalla normativa, ogni effetto del rumore è da ritenersi trascurabile durante il periodo notturno.
Più approfonditi accertamenti, secondo quanto riporta la stessa Arpat, hanno rilevato «un livello differenziale di immissione notturno (la differenza tra il livello di rumore ambientale e quello residuo, ndr) compreso tra i 4,3 decibel e i 5,9 decibel», valori che «risultano superiore al valore limite differenziale di immissione previsto per il periodo notturno pari a 3 decibel».
Arpat e l’assessora
Durante l’indagine inoltre Arpat ha rilevato «il rumore prodotto da diversi impianti tecnologici presenti nella corte interna tra gli edifici interessati, nonché dalle attività svolte all’interno dei locali e nelle rispettive pertinenze esterne». Si tratta di «problematiche impiantistiche – spiega l’assessora all’ambiente Sara Pescaglini – il rumore deriverebbe dai condizionatori e dagli impianti di aspirazione dei locali, oltre a quello prodotto dalla movimentazione dei bidoni avvenuta durante le ore notturne».
Per questo, trascorso un periodo di tempo in cui «non risultano acquisiti – si legge ancora nell’ordinanza – elementi tecnici idonei ad attestare il superamento delle criticità acustiche riscontrate da Arpat», il sindaco ha provveduto a firmare l’atto con cui si ordina alla società titolare dell’enoteca e del bar – che, contattata dal Tirreno, assicura di non averne ancora ricevuto notifica – di provvedere agli opportuni interventi di mitigazione del rumore, di individuare e realizzare le opere necessarie a conseguire il risanamento acustico e di trasmettere entro 15 giorni all’ufficio Ambiente del Comune una valutazione di impatto acustico, impegnandosi a completare i lavori di mitigazione «entro 30 giorni dalla notificazione della presente ordinanza».
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