Il Tirreno

Versilia

Corte dei conti

Viareggio, preventivo falso per avere i soldi: condannato

di Pietro Barghigiani
Viareggio, preventivo falso per avere i soldi: condannato<br>

Imprenditore e consulente devono restituire 20mila euro alla Regione

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Un preventivo falso per ottenere contributi regionali finalizzati a sostenere investimenti su un’impresa di fabbricazione di mobili per arredo domestico, Soldi che non sono mai stati restituiti, né utilizzati per i motivi per cui erano stati concessi. Anzi, la ditta aveva cessato l’attività dopo qualche anno dall’incasso dei fondi. Per diversi comportamenti ritenuti illeciti, all’interno di un unico disegno irregolare, la Corte dei conti ha condannato l’imprenditore Lorenzo Giannerini, 32 anni, nato a Viareggio e residente a Pisa e la consulente Gina Grossi, 53 anni, studio a Montecatini e residenza a Pescia a risarcire la Regione per circa 20mila euro. È stato accertato, nel giudizio di primo grado, che Giannerini aveva presentato il 17 luglio 2019 una domanda di finanziamento di 24. 500 euro ottenendo un anticipo pari a 19. 600 euro, erogato il 2 gennaio 2020, per l’acquisto di un veicolo nuovo e di attrezzatura varia. Alla domanda aveva allegato, sempre secondo l’accusa, un “preventivo” consistente in una stampa dal sito Internet del produttore, privo dei requisiti formali essenziali. Un documento utilizzato anche per un’altra richiesta di finanziamento. Nel fascicolo sequestrato alla professionista Grossi la stampa era stata rinvenuta con i margini superiore e inferiore tagliati allo scopo di occultare la provenienza dal sito web e l’identità del precedente utilizzatore. Nel settembre 2021 era arrivata la revoca del finanziamento e nell’ottobre 2025 la ditta individuale di Giannerini era stata cancellata. A carico di Gina Grossi le contestazioni sono varie. Aveva le credenziali e le firme digitali del Giannerini con cui aveva materialmente curato l’inserimento della domanda di finanziamento. Aveva predisposto il falso preventivo e gestito l’intera pratica dimostrando che, «non solo era consapevole dell’illiceità, ma ne era l’ideatrice e l’organizzatrice, ricevendo compensi dai percettori», si legge nella sentenza. Su Lorenzo Giannerini la responsabilità è stata considerata altrettanto chiara e grave. Oltre al preventivo fasullo non ha presentato alcuna rendicontazione delle spese, violando palesemente gli obblighi di cui al bando (realizzazione del progetto, mantenimento dei requisiti di ammissibilità, rendicontazione delle spese effettivamente sostenute). E non ha restituito le somme indebitamente percepite, nonostante la formale revoca del finanziamento e l’iscrizione a ruolo del credito. «Giannerini ha agito con coscienza e volontà, non solo nel richiedere un finanziamento che sapeva non essere destinato all’uso dichiarato, ma anche nel perseverare nell’illecito attraverso le richieste di proroga e la successiva omissione della rendicontazione – spiegano i giudici contabili – . La sua condotta è stata attiva e consapevolmente diretta a trarre in inganno l’ente gestore e a trattenere indebitamente le risorse pubbliche». Il 32enne ha proseguito il rapporto di lavoro stagionale nell’azienda di famiglia, non ha mai acquistato il furgone, e le poche fatture emesse dall’impresa sono di importo irrisorio e riferite a servizi non coerenti con l’attività dichiarata. Conclusione: «A dimostrazione che la richiesta di finanziamento fu fin dall’inizio finalizzata all’appropriazione di fondi pubblici. Il nesso di causalità tra la condotta del Giannerini e il danno è diretto e immediato».l

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Infrastrutture

Fi-Pi-Li, via al piano contro traffico e code: finanziati i primi lavori per ampliare le carreggiate – Da dove partiranno e i tempi

di Libero Red Dolce

La nostra rubrica

"Dosi di filosofia", la nuova iniziativa del Tirreno