Muore mentre cerca funghi nei boschi di Seravezza: il malore davanti al figlio – Chi è la vittima
È successo nei boschi di Azzano. A chiamare il 112 fornendo indicazioni su come arrivare sul posto è stato il figlio che ha visto l’uomo crollare a terra esanime all’improvviso
SERAVEZZA. È morto davanti agli occhi del figlio, mentre invano gli altri amici con cui erano usciti entrambi a funghi cercavano di fare il possibile per rianimarlo. Un malore fatale che non ha lasciato scampo a Carlo Moriconi, 80 anni (ne avrebbe compiuti 81 a novembre), persona conosciuta nella frazione camaiorese di Capezzano Pianore dove viveva con la sua famiglia.
La tragedia si è verificata nei boschi che sormontano il paese di Azzano, nel tratto che dalla cappella del borgo risale fin sopra l’abitato inerpicandosi tra gli alberi: una zona molto conosciuta e frequentata sia dagli appassionati di camminate in montagna che, soprattutto, dai cercatori di funghi. Moriconi era entrambi: grande appassionato di trekking sui monti (era grande amante delle Alpi Apuane), spesso insieme al figlio – con cui condivideva il medesimo amore per la montagna e i boschi – e a tanti amici si dedicava a questa attività a cui univa, specialmente in questa stagione particolarmente propizia, la passione per i funghi.
Il malore improvviso
Anche questa mattina (26 settembre) padre e figlio, insieme a un gruppo di amici di quest’ultimo, si erano diretti ad Azzano proprio per questo motivo. Di primo mattino si erano inerpicati nei boschi e avevano iniziato la loro ricerca: si tratta di zone che, proprio per la sua passione, Moriconi conosceva particolarmente bene, da fungaiolo esperto quale era. La compagnia, dopo ore trascorse nella boscaglia, intorno alle 8 del mattino stava già rientrando. Proprio mentre risaliva verso il sentiero che l’avrebbe ricondotto allo stradello dove il gruppo aveva parcheggiato le auto, l’80enne ha accusato un improvviso malore. Il figlio, che lo precedeva, l’ha visto crollare a terra, cadendo lungo il declivio e le sterpaglie per oltre un metro.
L’allarme e i soccorsi
Immediato è scattato l’allarme per l’uomo le cui condizioni sono apparse subito gravissime anche agli occhi dei compagni fungaioli: il figlio, in lacrime, ha subito contattato il numero unico per le emergenze 112 (nonostante le difficoltà per la scarsa copertura telefonica cui è soggetta la zona) e ha chiesto l’intervento immediato dei soccorsi fornendo precise indicazioni su dove il padre si trovasse. Nel frattempo, alcuni amici si sono avvicendati sul corpo di Moriconi per cercare di rianimarlo iniziando il massaggio cardiaco e le normali procedure rianimatorie nel tentativo di salvargli la vita. Purtroppo invano. Anche all’arrivo del personale sanitario – sul posto si sono precipitate l’automedica nord partita dalla Croce Bianca di Querceta e l’ambulanza della Croce Verde di Pietrasanta – per Moriconi non c’è stato niente da fare: dopo oltre mezz’ora di tentativi di rianimarlo al medico non è rimasta altra scelta se non dichiarare il decesso. Sul posto sono così arrivati anche i carabinieri, prima della stazione di Pietrasanta e poi i militari della stazione di Seravezza, competente territorialmente, per le procedure con la Procura che hanno permesso la rimozione del corpo dalla boscaglia (operazione cui hanno contribuito anche i vigili del fuoco, contattati dalla centrale operativa del 112).
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