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Sos furti

Forte dei Marmi, rubano un Patek Philippe da 100mila euro e si schiantano nella fuga: arrestati (a Torre del Lago)

di Gabriele Buffoni

	L’auto con la quale sono fuggiti i due rapinatori (foto Iacopo Giannini) e l'orologio
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L’auto con la quale sono fuggiti i due rapinatori (foto Iacopo Giannini) e l'orologio

I due sono anche fuggiti a piedi provando a camuffarsi da operai edili, ma sono stati individuati dagli agenti

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VIAREGGIO. Prima la fuga in auto lungo tutta la Versilia, da Forte dei Marmi - dove avevano strappato a un turista polacco un orologio Patek Philippe dal valore di 100mila euro circa - fino alla Variante Aurelia a Viareggio.

Da qui, l’inseguimento vero e proprio dopo essere stati intercettati da una volante della polizia di Stato di Viareggio. Quindi l’incidente in via XX Settembre a Torre del Lago, una volta abbandonata la superstrada. Infine, la fuga a piedi, rocambolesca, prima lungo i binari della linea ferroviaria e poi verso il centro della frazione. Durante la quale hanno anche tentato di camuffarsi alla bell’e meglio da operai edili. Ma non è bastato per farla franca.

I due rapinatori, entrambi tra i 30 e i 35 anni di probabile origine maghrebina (erano in possesso di documenti di nazionalità francese, ma contraffatti), sono stati arrestati dagli agenti del commissariato di Viareggio con i quali, in un estremo tentativo di fuga, sono anche finiti alle mani nel pieno centro di Torre del Lago, ferendone due in modo lieve. Entrambi ora si trovano in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria mentre il prezioso orologio è stato restituito al legittimo proprietario.

La rapina a Forte

Tutto inizia intorno alle 13 di ieri, sabato 26 settembre. Un turista polacco di 56 anni si trova in via Carducci, nel cuore di Forte dei Marmi (nei pressi del famosissimo ristorante Lorenzo), quando viene avvicinato da uno dei due rapinatori: l’uomo gli strappa dal polso senza troppi complimenti l’orologio che indossa, un Patek Philippe modello Nautilus che vale una fortuna, circa 100mila euro. Poi corre via, salendo a bordo del Suv a noleggio sul quale lo sta attendendo il suo complice: i due fuggono così a tutto gas in direzione di Viareggio.

I carabinieri di Forte dei Marmi, accorsi sul posto, raccolgono le prime dichiarazioni e lanciano la segnalazione dell’auto a tutte le forze dell’ordine. Scatta così la caccia a 360 gradi ai due rapinatori in fuga.

L’inseguimento

Per alcuni minuti nessuno sa niente. I due malviventi sembrano spariti nel nulla. Ma non è così: arrivati a Viareggio imboccano la Variante Aurelia e lì vengono intercettati da una volante del commissariato. Che non perde tempo e, a sirene spiegate, si getta all’inseguimento. I due veicoli sfrecciano fino a Torre del Lago, dove i due malviventi imboccano l’uscita dalla superstrada e iniziano, a folle velocità, una corsa tra le vie cittadine della frazione speronando a più riprese anche i poliziotti lanciati al loro inseguimento.

Da una delle traverse più strette decidono quindi di spingersi a imboccare contromano via XX Settembre, ma incalzati dalla volante che non li ha mai persi di vista i due rapinatori perdono il controllo dell’auto e finiscono per schiantarsi contro alcuni veicoli posteggiati lungo la strada. I malviventi però non si danno per vinti: sanguinanti per l’incidente, scendono dall’auto e corrono verso il muretto che li separa dai binari della linea ferroviaria, lo scavalcano e cercano di dileguarsi a piedi. Addirittura, imboccando via Roma, rubano dei guanti da muratore e qualche tegola che trovano in un cantiere cercando di camuffarsi da operai edili prima di dirigersi verso il centro del paese. Ma in via Garibaldi, ad attenderli, trovano gli agenti in borghese del gruppo anticrimine.

L’arresto

Gli agenti li circondano e i due, vedendosi ormai spalle al muro, li aggrediscono nel tentativo di guadagnarsi una nuova via di fuga. Ne nasce una violenta colluttazione in cui due agenti finiscono feriti in maniera lieve ma, anche con l’aiuto di alcuni cittadini presenti, i due vengono immobilizzati e portati in commissariato per essere interrogati e anche medicati. Perquisendoli, i poliziotti trovano l’orologio nascosto nelle parti intime di uno dei due rapinatori e possono così restituirlo al legittimo proprietario.

Per i due – sui quali proseguono gli accertamenti per capire le generalità e l’esatta nazionalità, oltre che per valutare l’esistenza o meno di una loro base nella zona di Torre del Lago – si aprono invece le porte del carcere.

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