Fisco
Oblò a Forte dei Marmi, l’esperimento è riuscito: «Ora punteremo alle grandi città. E in Versilia…»
La gelateria dei proprietari dell’Antico Vinaio ha incassato 300mila euro in appena due mesi. Clara Fioretti: «Già al lavoro per espanderci»
FORTE DEI MARMI. Da Forte dei Marmi alla conquista delle grandi città d’Italia. L’esperimento di Oblò, la gelateria aperta da Clara Fioretti e dal marito Tommaso Mazzanti (patron dell’Antico Vinaio, famoso ormai in tutto il mondo), è perfettamente riuscito. E ha ottenuto risultati che «vanno ben oltre le aspettative che ci eravamo prefissati quando abbiamo aperto – commenta la stessa Fioretti – per questo ora, pur proseguendo l’attività a Forte dei Marmi che, come ho sempre detto, andrà avanti tutto l’anno, anche durante il periodo invernale, stiamo già valutando alcune opzioni per aprire in un altro scenario, diverso da Forte: una grande città, dove mettere alla prova il format di Oblò».
I risultati ottenuti li ha annunciati la stessa Fioretti, numeri alla mano, in un video rilasciato giorni fa sui social dedicati alla gelateria fortemarmina. In appena due mesi l’attività ha infatti incassato 300mila euro, raddoppiando le previsioni ipotizzate prima dell’apertura («che consideravano anche giugno – spiega l’imprenditrice – in cui causa ritardi con alcuni lavori non abbiamo potuto aprire l’attività come avremmo voluto»). Una cifra impressionante: stando ai dati degli incassi medi delle gelaterie artigianali italiane, Oblò ha messo in cassa in due mesi quanto una “normale” gelateria arriva a incassare in un anno intero.
Signora Fioretti, il risultato di Oblò appare davvero fuori scala: si aspettava di arrivare a questo risultato a due mesi dall’apertura?
«No, e ne siamo felicissimi. Non solo per gli incassi, ma anche per il bagaglio emozionale che ha lasciato a tutti noi l’avvio di questa avventura e l’accoglienza che ha riservato a Oblò la gente di Forte dei Marmi. L’affetto l’ho proprio respirato sulla mia pelle, toccandolo con mano, con la gente che mi fermava per strada per due chiacchiere, che mi raccontava di aver assaggiato il gelato, mi dava le sue impressioni. Una delle cose che mi ha reso più felice in assoluto poi è quando ero al mare con i miei figli e un amichetto del mio bimbo più grande gli raccontava di aver mangiato il nostro gelato. Ho visto mio figlio, tutto orgoglioso, dirgli: “Ma lo sai che è della mia mamma e del babbo?”».
Trecentomila euro in appena 60 giorni: come valuta questo primo risultato ottenuto da Oblò?
«Va oltre le previsioni più ottimistiche che avevamo. Anche perché in realtà è stato raggiunto in meno di 60 giorni, considerando anche le perdite dovute a quei giorni di blackout che ha colpito il paese peraltro di domenica: una perdita che abbiamo calcolato in 10-15mila euro, visto che abbiamo dovuto anche buttare via tutte le preparazioni, circa 180 chili di gelato, e le materie prime che non si potevano conservare in maniera opportuna. Ovviamente si parla di incassi lordi, è chiaro, ma è comunque un risultato strepitoso: per tracciare un primo bilancio quantomeno attendibile attenderemo la primavera del prossimo anno, o la fine della prossima stagione, ma ci fornisce un ottimo punto di partenza per puntare in alto e pensare già a espanderci. Oblò è sempre stato un progetto ambizioso, ma avevamo pensato di prendercela più “con calma”. Visti i risultati però ci stiamo già guardando intorno per aprire anche altrove».
Ha già qualche idea di dove?
«Stiamo valutando varie opzioni. Di sicuro vogliamo diversificare rispetto alla platea di Forte dei Marmi, più turistica e sicuramente concentrata maggiormente nel periodo estivo. Per questo stiamo pensando a una grande città. E ovviamente quando si parla di grandi città, le prime a venire in mente sono Milano, Firenze e Roma, anche per capire dove questo format possa funzionare davvero. È un banco di prova molto importante per differenziarci e garantire una stabilità di fatturato tutto l’anno, oltre che ampliarci e assumere nuove persone. Anche se, ribadisco, a Forte resteremo aperti tutto l’anno, con orari più ridotti ma saremo attivi. E in Versilia rimarremo, almeno per adesso, soltanto a Forte».
Quale ritiene essere il vero segreto di Oblò?
«Credo sia un mix di vari fattori. Sicuramente ci ha aiutato a partire il seguito social e l’immagino riconoscibile che io e Tommaso abbiamo anche sulla scia di una storia importante e di successo come Antico Vinaio. Però i social non fanno i clienti. Ha inciso molto anche la qualità, che inevitabilmente si paga. Ho sentito tanti haters criticarci per quanto costa il gelato da Oblò, ma se si guarda la spesa che abbiamo anche solo per reperire le materie prime posso garantire che il margine non è così ampio come si può pensare: il “banale” pistacchio di Bronte lo si può trovare a 26 euro al chilo ma anche a 180 euro al chilo, che è quanto lo paghiamo noi perché ricerchiamo un pistacchio puro al 100%. E infine l’originalità, il fatto di esserci differenziati dalle altre gelaterie per i nostri macchinari, la lavorazione del nostro gelato, la ricerca di una cremosità che altrove non si trova».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
