Viareggio, assessore nella bufera dopo le chat su Telegram: «Salemi ora si dimetta»
Politica in subbuglio dopo lo scandalo social su Rodolfo Salemi. Il Pd pronto alla sfiducia, i marcucciani: «Inaudita gravità»
VIAREGGIO. Da piazza Nieri e Paolini il gelo è totale. Nessuno parla, la maggioranza a sostegno della sindaca di Viareggio Sara Grilli non si espone e la stessa prima cittadina appare irraggiungibile. Resta in silenzio anche l’assessore Rodolfo Salemi. Le prime indiscrezioni parlano di un faccia a faccia tra lui e la sindaca previsto domani (lunedì 31 agosto), al più tardi martedì mattina. Cui farà seguito anche un confronto con la maggioranza che appare inevitabile.
A parlare, invece, è stata la città. E il resto del mondo politico viareggino. Lo screenshot del messaggio con cui l’assessore a sport, mare e futuro giovedì alle 19,36 ha segnalato agli oltre 5.600 membri del gruppo Telegram “Anonymus Versilia” la posizione esatta di tre volanti della polizia di Stato impegnate in quel momento in una vasta operazione sul territorio ha scatenato sdegno e rabbia tra i viareggini. Molti dei quali non hanno esitato – anche sui social – a chiedere spiegazioni e a invocare le sue dimissioni. Una reazione che ricalca anche quella dell’opposizione in consiglio comunale, che ha chiesto alla sindaca chiarimenti sulla vicenda e di assumere una posizione netta.
La pietra dello scandalo
I fatti risalgono a giovedì sera. Alle 19,36, mentre è in pieno svolgimento un’operazione di controllo della polizia di Stato sul territorio viareggino (si concluderà in tarda serata con anche un arresto), l’assessore Rodolfo Salemi scrive sul canale Telegram “Anonymus Versilia” (nato appositamente per segnalare posti di blocco o di controllo) la posizione delle pattuglie, in quel momento dislocate sul lungomare (davanti al Teresita, in zona Città Giardino) e ai lati nord e sud di piazza Mazzini.
Non è un reato, per quanto disdicevole possa essere ritenuto diffondere questo tipo di informazioni. Ma che a farlo sia un assessore non passa inosservato neppure ai membri della stessa chat. Tant’è che uno di questi fotografa lo schermo e, appena due minuti dopo, inizia a diffondere il messaggio incriminato, che ben presto rimbalza di chat in chat in tutta la città.
Il numero dell’autore del messaggio – come verificato dal Tirreno – coincide con quello dell’assessore che infatti, contattato, non ha smentito la notizia.
Le reazioni
La notizia ha immediatamente mandato in subbuglio la politica cittadina. Il centrosinistra – che, secondo indiscrezioni, sarebbe pronto a presentare a giorni una mozione di sfiducia per l’assessore – ha subito chiesto alla sindaca di intervenire per fare chiarezza.
«Non spetta alla politica sostituirsi agli organi inquirenti – dichiarano dalla coalizione – ma spetta alle istituzioni pretendere che la verità venga accertata senza ambiguità, soprattutto quando sono in gioco la sicurezza dei cittadini, l’efficacia dei controlli e la credibilità di chi ricopre un ruolo pubblico. Se i fatti fossero confermati saremmo di fronte a un fatto gravissimo e incompatibile con qualsiasi responsabilità istituzionale: per questo presenteremo un’interrogazione in consiglio comunale. La sindaca su una vicenda di questa gravità – concludono – non può scegliere il silenzio né pensare di proteggere politicamente il proprio esponente di maggioranza». La stessa ex candidata a sindaca Federica Maineri dichiara che «se quanto riportato verrà confermato, siamo di fronte a un’ipocrisia politica che non può passare sotto silenzio: questa è la destra che rivendica ogni giorno sicurezza, legalità e rispetto delle regole. La sicurezza non può essere a targhe alterne né ridursi a uno slogan elettorale. A pochi mesi dal voto possiamo già dire che questa è la peggior giunta di destra che Viareggio abbia mai avuto».
L’ex candidato a sindaco del Pci Paolo Annale sottolinea che «se i fatti saranno confermati ci troveremmo di fronte a un gesto che si inscrive in un quadro di violazione del codice deontologico non scritto che costituisce il riferimento etico di chiunque abbia il peso di una carica pubblica. E non ci sarebbe bisogno di chiedere le dimissioni dell’assessore Salemi: dovrebbe essere la stessa sindaca a pretenderle immediatamente, ritirandogli le deleghe per dare credibilità al suo mandato».
Non è rimasto in silenzio neppure il gruppo consiliare “Marialina Marcucci Sindaca”. «Se confermato – commentano i consiglieri – tale comportamento è di un’inaudita gravità, anche sul profilo politico. Tali iniziative dell’Autorità sono infatti importantissime per consentire quella sicurezza che tutti i cittadini di Viareggio invocano e di cui la città ha fortemente bisogno. Chiediamo di accertare quanto prima la verità dei fatti. Nel nostro programma la sicurezza è tra i punti principali, per questo – concludono – condanniamo la condotta di chi ha boicottato e pregiudicato questa attività di polizia segnalando in rete i posti di blocco, e chiediamo a chi compete di assumere i conseguenti provvedimenti per impedire il ripetersi di queste irregolarità».
«Continuiamo a lavorare»
Intanto dalla Questura di Lucca arriva un no comment sul “caso Viareggio”. «Stiamo lavorando intensamente sul territorio – spiegano, contattati dal Tirreno – e continueremo anche nelle prossime settimane e mesi: queste operazioni non resteranno una parentesi estiva, rispondono a istanze molto forti che da tempo arrivano dalla cittadinanza».
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