Nonno non c’è più, il nipote raccoglie il testimone: «Bagnino come lui, sarebbe fiero»
Luigi Giannini ha sorvegliato per 42 anni le spiagge della Versilia. Oggi il nipote Geremia, 25 anni, ne ha raccolto il testimone: la scorsa estate ha salvato cinque persone in un solo giorno
LIDO DI CAMAIORE. Un lavoro che passa di generazione in generazione, da nonno a nipote. È la storia di Gigi e Geremia, legati non solo da una parentela di sangue, ma anche dalla passione per il mare e per il loro mestiere, quello di bagnino.
Luigi Giannini, “Gigi” per chi lo conosceva, ha lavorato sulle coste versiliesi per ben 42 anni, particolarmente allo stabilimento balneare Oceano di Lido di Camaiore. Dai 18 ai 60 anni ha prestato servizio ininterrottamente, circondato da molto affetto e animato dalla passione per il mare. Nel 2011 Gigi è venuto a mancare, ma i bagnini di oggi, quelli di 40 e 50 anni che lo hanno conosciuto lo ricordano ancora come un esempio da seguire.
Lo stesso titolare del bagno Oceano, Alessandro Montaresi, ne parla con fierezza e commozione. Gigi era una persona silenziosa, dallo sguardo sicuro, un grande osservatore e ascoltatore. Non era incline alle provocazioni e sapeva gestire le situazioni di frenesia così come riusciva a comprendere l’umore della gente in vacanza. All’inizio della sua carriera da bagnino, la corporatura esile aveva fatto dubitare molti, poi è stato il mare a irrobustirlo, e il tempo a fugare ogni dubbio sulle sue capacità. Gigi è scomparso anni fa, ma la vocazione per il suo mestiere non se n’è andata con lui: vive ancora oggi nel nipote, Geremia Giannini, che ne ha ereditato il testimone.
Un’eredità familiare
Geremia, 25 anni ha deciso di intraprendere il lavoro di bagnino sulle spiagge viareggine, raccogliendo un’eredità familiare. Ha una corporatura simile al nonno, ed è dotato di grande forza. Amante della montagna oltre che del mare, è infatti anche un grande scalatore.
L’estate scorsa Geremia ha effettuato ben 5 salvataggi in un solo giorno, tra cui quello di un uomo di 110 kg, dimostrando che l’apparenza inganna. Con lo stesso carattere silenzioso e riflessivo del nonno, Geremia ha sorvegliato fino all’anno scorso i lidi della Darsena di Viareggio.
Quest’anno, però, Geremia ha scelto di dedicarsi alla piscina per tentare una nuova esperienza, prestando servizio al Bagno La Pace Viareggio. Da maggio a ottobre quattro corsie e un bordo vasca prendono il posto della battigia. «Il nonno sarebbe fiero», dicono a Lido di Camaiore. Perché certe cose si ereditano.
Un legame speciale
Geremia racconta così del suo legame col nonno e di cosa significhi fare il bagnino sui litorali versiliesi. «Io e il nonno abbiamo la stessa corporatura, lo stesso sorriso, ci assomigliamo tanto. Ogni volta che vedo le nostre foto mi ci rispecchio. Ho una corporatura esile, fine, a un primo sguardo poco apprezzabile. Ma il fisico non è tutto: conta la forza che serve per affrontare una stagione e, soprattutto, per fare questo lavoro. Questa è l’eredità che il nonno mi ha lasciato. Quando vedo la gente che nuota dico: “Ehi fermati, non andare, c’è una buca, è cambiata la corrente”. Questo è quello che sento, quello che vedo. E non c’è bisogno di tante parole. C’è solo bisogno di correre quando si ha bisogno e di risparmiare il fiato nei polmoni. Perché quando devi nuotare non sai quanto devi nuotare e chi devi andare a prendere. Non sai quanto pesa».
E aggiunge: «La mia stima va a tutti i bagnini della Versilia e di Viareggio. Siamo quelli che guardano il mare, l’orizzonte, le onde, le buche. Siamo quelli con la paura che a qualcuno possa succedere qualcosa. Per questo stiamo lì, pronti, attenti. Salvare le vite degli altri è la cosa più importante. È farli scampare alla morte».
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