Il Tirreno

Versilia

L’indagine

Massarosa, violentò e rapinò una prostituta: in carcere dopo anni di latitanza in Indonesia – A tradirlo i prelievi con la PostePay

di Gabriele Buffoni

	Il coltello a serramanico utilizzato da Fallani per minacciare la donna
Il coltello a serramanico utilizzato da Fallani per minacciare la donna

Jonathan Fallani si trovava a Bali: è stato condannato a 7 anni. A tradirlo i tanti prelievi effettuati dalla carta del padre in suo possesso che il genitore ogni mese ricaricava con 1.500 euro

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MASSAROSA. Dopo tre anni di latitanza per Jonathan Fallani, oggi 41enne nato a Firenze ma residente (all’epoca dei fatti) a Massarosa, si sono aperte le porte del carcere: dovrà terminare di scontare una pena di 7 anni di reclusione per violenza sessuale e rapina. Reati che commise proprio nel gennaio 2021 ai danni di una giovane prostituta che allora abitava a sua volta nel paese di Massarosa.

Il fatto ebbe immediata risonanza, anche per le tinte inquietanti della vicenda di violenza che non mancò di lasciare sotto choc la comunità massarosese e versiliese. L’accaduto risale al 29 gennaio 2021. Fallani, dopo aver preso un appuntamento con la ragazza tramite un annuncio pubblicizzato su un sito di incontri, si presentò come da accordi all’abitazione della giovane. Dopo un primo rapporto sessuale a pagamento l’allora 36enne chiese alla prostituta di poter avere con lei un secondo rapporto, stavolta non protetto: proposta che la giovane rifiutò categoricamente. Ma di fronte al suo diniego, il 36enne andò su tutte le furie: prima la colpì con una serie di schiaffi e pugni, poi le puntò alla gola un coltello a serramanico con la lama arrugginita minacciandola di morte e costringendola così a subire il secondo rapporto sessuale senza alcun tipo di protezione. Dopo aver consumato, inoltre, Fallani – secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – continuò a minacciarla e a picchiarla fino al punto di impossessarsi di 500 euro che la donna custodiva in un cassetto della sua camera da letto. La ragazza riuscì a chiamare i carabinieri e a chiedere aiuto soltanto dopo che se ne fu andato: trasportata in pronto soccorso, le furono diagnosticate lesioni guaribili in 21 giorni.

I carabinieri di Massarosa avviarono subito le indagini e, anche tramite le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza che si trovavano nelle vicinanze dell’appartamento della ragazza, riuscirono a risalire al numero di targa dell’auto usata dall’uomo e lo arrestarono dopo qualche ora. Alla luce dei gravi reati contestati a Fallani, l’uomo fu condannato in primo grado dal Tribunale di Lucca nel settembre 2021 e la sentenza fu poi confermata dalla Corte d’Appello di Firenze nel 2022 passando in giudicato il 6 giugno 2023 dopo che la Cassazione dichiarò inammissibile il ricorso presentato dai legali dell’uomo. Fallani però – che aveva trascorso circa cinque mesi in carcere (in misura cautelare) e poi oltre un anno agli arresti domiciliari – non si fece trovare all’arrivo dei carabinieri di Massarosa chiamati a eseguire l’ordine di carcerazione nel luglio 2023.

Dato che non aveva mai lavorato ed era sempre stato con i genitori, i carabinieri si misero subito a indagare sul modo in cui Fallani riusciva a finanziare la propria latitanza. Da quanto ricostruito dai militari che hanno acquisito la documentazione presso Western Union , l’uomo era in possesso di una carta PostePay intestata al padre dalla quale nel tempo erano stati fatti numerosi prelievi Atm nella città di Denpasar, nella zona di Bali in Indonesia: il padre del condannato ogni mese eseguiva una ricarica di circa 1.500 euro e subito dopo venivano eseguiti i prelievi di contanti. Da questi documenti gli inquirenti hanno anche accertato il possesso da parte di Fallani di un cellulare locale e il suo domicilio in un hotel di Denpasar.

Appurata la sua presenza all’estero, la Procura ha attivato nell’ottobre 2024 la procedura di ricerche in ambito internazionale: non avendo l’Italia alcun trattato specifico con l’Indonesia, solo attraverso le richieste della Farnesina è stato emesso un decreto di espulsione nei confronti del latitante che è stato così accompagnato alla frontiera aerea e rimpatriato lo scorso 25 luglio, quando è atterrato all’aeroporto di Fiumicino a Roma ed è stato arrestato dalla polizia criminale della capitale. Fallani è stato poi trasferito al carcere di Civitavecchia dove si trova attualmente per scontare la pena per i reati commessi nel 2021 a Massarosa.


 

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