Viareggio, pineta di Levante tenuta in ostaggio dagli spacciatori: «Qui un far west»
Lo sfogo di chi la frequenta e lavora nella zona: chiuso il bocciodromo, situazione peggiorata
VIAREGGIO. Nella pineta di Levante in Darsena vivono, nascosti tra la vegetazione, spacciatori che rendono la vita difficile a cittadini e commercianti delle attività limitrofe. Più volte allontanati da blitz delle forze dell’ordine, puntualmente i malviventi sono tornati a prendere possesso di questi spazi. Uno di questi è il bocciodromo all’inizio del viale dei Tigli, che faceva capo al "Circolo culturale bocciodromo Levante" presieduto da Lino Rossi, fra l’altro anche appartenente ai Maestri d’ascia e calafati. La struttura in legno è stata occupata da tempo da spacciatori, è sparita l’insegna, e ci sono segni evidenti di abbandono e di bivacchi all’esterno, con cenere nera che dimostra l’accensione di incendi. Oltre che siringhe per terra che testimoniano anche il consumo sul posto di sostanze stupefacenti.
La chiusura del bocciodromo
«Se il bocciodromo è chiuso ci sono responsabilità anche da parte dell’amministrazione comunale - dice Rossi - che fosse stata una situazione a rischio si sapeva, poi questi personaggi che hanno occupato la pineta hanno creato problemi e pericoli per tutti noi. Ne ho fatto le spese anche personalmente quando nel 2023 fui aggredito e ferito con un bastone in pieno giorno da uno straniero: al momento di aprire il bocciodromo verso le 13 lo trovai dentro per rubare e mi colpì con un bastone, rischiai molto e quella fu l’ulteriore dimostrazione del far west che vige all’interno di questa pineta, che è frequentata da turisti in estate e dai viareggini anche per fare footing. È un polmone verde che ci invidiano tutti, come l’altra pineta di Ponente, ma sono in mano a questi personaggi che sono diventati i veri padroni».
Furti e vandalismi
Negli anni non si contano i furti e i vandalismi subiti dal bocciodromo, portarono via perfino il televisore che c’era all’interno. Era stato presentato anche un progetto di riqualificazione dai gestori, ma la burocrazia ha bloccato tutto non si sa per quali motivi. La cosa assurda è che la zona è stata riclassificata area verde pubblica anche se era l’unico centro sportivo nel Parco Migliarino S. Rossore. Vedremo adesso se l’assessore Alberto Pardini riuscirà a far aprire il bocciodromo che era frequentato anche da anziani, dove venivano ospitate mostre di pittura, era un luogo di svago e di relax per tante persone che si erano date appuntamento ogni giorno in questa struttura. Nella zona ci sono anche alcuni chioschi. Il titolare del "Pesce Balocco" incrocia le dita: è qualche tempo che non subisce furti.
«Non voglio dirlo troppo ad alta voce, la presenza di questi personaggi c’è sempre. Per quanto mi riguarda cerco di tenere in ordine anche all’esterno del locale spingendomi anche oltre, tagliando la vegetazione intorno in modo che si possa vedere bene anche a distanza e questo serve per notare chi si aggira nei pressi del chiosco. Degrado chiama degrado, se invece c’è ordine senza dubbio è più sicuro. Ed è per questo motivo che cerco di mantenere gli spazi nel migliore dei modi. Ognuno di noi deve fare la sua parte, poi confido ovviamente nell’amministrazione comunale che ci tuteli, perché facciamo dei grossi sacrifici ogni giorno per mantenere in vita le nostre attività commerciali».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
