Viareggio, morto a 17 anni: l’ultimo saluto a Gabriele, lo striscione degli amici e la messa del suo prof di religione
Una chiesa gremita di giovanissimi, il silenzio composto della comunità e l’abbraccio degli amici hanno accompagnato l’addio al ragazzo travolto sul lungomare, in una città profondamente segnata dalla tragedia
VIAREGGIO. Una chiesa colma di silenzio, di ragazzi con gli occhi lucidi e di famiglie che stringono tra le mani un dolore troppo grande. Così Viareggio ha salutato nel pomeriggio di martedì 23 giugno di Gabriele Martini, il 17enne morto nella notte di sabato 20 giugno dopo essere stato investito da un suv sul lungomare di Marina di Pietrasanta. Alla parrocchia di Santa Rita, nel quartiere dell’ex Campo d’Aviazione, si sono ritrovati in centinaia: amici, compagni di scuola, insegnanti, vicini di casa. Molti indossavano una maglietta bianca con una frase semplice e struggente: “Nessuno muore se vive nel cuore di chi resta”. Un modo per dire che “Gabbo”, come lo chiamavano tutti, continuerà a camminare accanto a loro.
Una chiesa piena di giovani e di silenzio
L’interno della chiesa è un mosaico di gigli, rose bianche e girasoli, i fiori preferiti dal ragazzo. Ma ciò che colpisce più di tutto è il silenzio: composto, quasi irreale, mantenuto da decine di adolescenti che riempiono ogni angolo. A celebrare il funerale è don Luigi Angelini, che era anche il professore di religione di Gabriele al liceo scientifico. Accanto a lui, il parroco don Luigi Pellegrinetti. All’inizio della cerimonia, gli amici srotolano un grande striscione: “Gabbo brilla sempre per noi”. Lo hanno sollevato insieme, tra lacrime e abbracci, come un ultimo gesto collettivo d’amore.
Una città ferita
La morte di Gabriele ha lasciato un segno profondo in tutta la Versilia. Il ragazzo, appassionato di basket e molto conosciuto tra i coetanei, era stato trovato agonizzante sull’asfalto dopo lo scontro con una Range Rover. Il conducente, un imprenditore di 27 anni, si era allontanato a piedi insieme a due donne che viaggiavano con lui, tutte e tre appena uscite da un locale della zona. L’uomo – Luigi Giordano, originario di Catania ma residente in Lombardia per lavoro – si è poi presentato spontaneamente alle forze dell’ordine alcune ore dopo. È attualmente agli arresti domiciliari. Le due ragazze che erano con lui sono state identificate: anche loro vivono in Lombardia. Grave ma non in pericolo di vita l’amico 18enne che viaggiava insieme a Gabriele, ricoverato all’ospedale Cisanello di Pisa.
L’ultimo saluto
Durante la cerimonia, Viareggio ha mostrato il volto di una comunità che si stringe attorno a una famiglia distrutta. I genitori di Gabriele, sostenuti dagli amici del figlio, hanno ricevuto un abbraccio collettivo che non cancella il dolore, ma prova almeno a sostenerlo. Quando il feretro esce dalla chiesa, un lungo applauso lo accompagna verso il cimitero. Gabriele continuerà a vivere nei cuori di chi lo ha conosciuto.
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