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Camaiore, guida un motorino rubato sulla ciclabile e tenta di investire un agente: arrestato 19enne

di Gabriele Buffoni

	Il lungomare di Lido di Camaiore
Il lungomare di Lido di Camaiore

Resistenza a pubblico ufficiale, falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla propria identità, ricettazione e anche lesioni personali: queste le accuse a carico del giovane

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LIDO DI CAMAIORE. Resistenza a pubblico ufficiale, falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla propria identità, ricettazione e anche lesioni personali. Con questi accuse un 19enne italiano residente a Prato, Sophien Raoul Semmah, è stato arrestato dalla polizia locale di Camaiore dopo che gli agenti lo hanno trovato mentre guidava uno scooter – risultato poi rubato poche ore prima nella zona della stazione di Viareggio (e per il quale il proprietario aveva presentato denuncia) – sulla pista ciclabile “Gino Bartali” sul lungomare di Lido di Camaiore.

L’arresto

L’arresto del giovane, convalidato con il giudice che ha disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari, è avvenuto domenica pomeriggio intorno alle 17,30. Il 19enne (difeso dall’avvocato pratese Giulio Dabizzi) ha poi affrontato nella giornata di lunedì l’udienza direttissima al Tribunale di Lucca durante la quale il suo legale ha presentato al giudice l’intenzione di chiedere il giudizio abbreviato: l’udienza è stata così rinviata al prossimo settembre.

«Due agenti che domenica erano in servizio sul lungomare – racconta il vicecomandante della polizia locale camaiorese Fabrizio Paolicchi – l’hanno arrestato mentre si trovava alla guida di uno scooter sulla pista ciclabile. Gli hanno intimato l’alt e lui, dopo aver inizialmente fermato il veicolo, ha poi accelerato tentando la fuga e cercando di investire l’agente».

Il contatto con l’agente

Il contatto tra l’agente (che ha rimediato alcuni traumi per una prognosi complessiva di cinque giorni) e il giovane (a sua volta portato all’ospedale per aver subito con la caduta alcune lesioni alla gamba) è stato però sufficiente per sbilanciarlo facendolo cadere a terra e permettendo così al personale della polizia locale di bloccarlo e procedere con l’arresto vero e proprio.

Generalità false

Non solo: il 19enne, durante il controllo, ha anche fornito generalità false venendo identificato in maniera corretta solo successivamente tramite le impronte digitali (su di lui pendeva infatti un ordine di carcerazione in un istituto minorile per alcuni reati commessi quando era minorenne) e, dopo i controlli sul veicolo, il motorino su cui viaggiava è risultato rubato alla stazione di Viareggio ore prima.

«Ringrazio gli agenti che hanno agito in maniera ineccepibile e tutti quelli che hanno collaborato all’arresto – commenta il vicecomandante Paolicchi – è stata un’attività molto prolungata, per la quale dobbiamo ringraziare anche il commissariato di Viareggio che ci ha messo a disposizione la camera di sicurezza e i suoi uffici e il comando di polizia locale di Prato che ci ha supportato nell’attività di accompagnamento dell’arrestato nel luogo dove trascorrerà gli arresti domiciliari». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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