Forte dei Marmi, scippato del Rolex dentro l’hotel chiede 35mila euro di danni
Ma il cliente perde la causa con l’albergo e deve pagare 8mila euro di spese legali
FORTE DEI MARMI. Scippato del Rolex all’interno dell’albergo di lusso dove soggiornava con i familiari, aveva chiesto i danni alla proprietà della struttura imputandole una responsabilità nell’episodio in cui l’orologio di marca passò dal polso del cliente a quello del bandito. Una richiesta danni di 35mila euro che il Tribunale di Lucca ha respinto.
Anzi, lo scippato dovrà pagare oltre 8mila euro di spese legali all’avvocato che ha assistito l’hotel nella causa.
Il giudice Andrea Maggiori ha escluso negligenze dell’albergo nei fatti avvenuti nella notte tra il 15 e il 16 agosto 2023.
Il facoltoso cliente, milanese, da alcuni giorni era con la famiglia a Forte dei Marmi.
Quella notte, al rientro nella struttura alberghiera, venne avvicinato da un bandito che gli sfilò il Rolex per poi fuggire con il complice che lo stava aspettando in auto. Era successo tutto dentro la proprietà dell’hotel. Di qui l’accusa nell’addebitare in via colposa alla società la sottrazione del bene.
Secondo il giudice si può parlare di responsabilità quando un cliente affida il bene alla custodia dell’hotel.
«Ciò in quanto la ratio della norma è quella di determinare il perimetro della responsabilità da cose in custodia che grava sull’albergatore e non quello di estendere tale responsabilità anche ai casi in cui non vi sia stata alcuna custodia» si legge nella sentenza. È necessario, quindi, «che il bene sia momentaneamente uscito dalla sfera di controllo del proprietario all’interno della struttura alberghiera».
Nel caso finito in Tribunale questa condizione non si è verificata. Il Rolex era al polso del cliente. Non lo aveva lasciato all’interno della propria camera o in un altro locale della struttura. Lo indossava nel momento in cui si è consumato il reato.
«Da ciò consegue che, al momento della sottrazione, il bene non era momentaneamente uscito dalla sfera di controllo dell’attore e quindi non si era realizzata la condizione di custodia del bene da parte dell’albergatore che costituisce il presupposto della responsabilità in discussione» ancora il verdetto con cui viene respinta la richiesta danni. Il derubato lamentava anche l’assenza di videosorveglianza negli ambienti.
«Forte dei Marmi è una località turistica in cui si recano persone e personalità facoltose che ricercano soggiorni caratterizzati da lusso e relax; circostanze che incentiverebbero episodi criminosi come furti e rapine» era stata la sua tesi. Niente da fare.
«Il resort è dotato di una recinzione e di un cancello che viene aperto su richiesta dagli addetti in servizio – sottolinea il giudice – Invece, non è stata contestata dalla convenuta (albergo, ndr) l’affermazione circa l’omessa predisposizione di un impianto di videosorveglianza. Tali circostanze appaiono sufficienti a concludere che le misure ordinariamente esigibili da una struttura alberghiera sarebbero state verosimilmente inidonee a evitare il compimento del reato».
