«Pietrasanta non è solo lusso»: Giovannetti replica a Di Bartola e spiega come funziona il turismo per “tutte le tasche”
Il sindaco Giovannetti interviene sul dibattito aperto da Filippo Di Bartola
PIETRASANTA. «Noi non siamo la terra del lusso, dello spreco ostentato: Pietrasanta è assolutamente adatta a ogni genere di portafoglio. E sarà così anche dopo le aste delle spiagge». La missiva del ristoratore Filippo Di Bartola («ci stanno svuotando l’anima: salviamo la Versilia – le sue parole – da questo lusso sfrenato») non trovano d’accordo il sindaco Alberto Giovannetti.
«Se Di Bartola si riferisce a Forte dei Marmi è evidente che parliamo di un’altra realtà rispetto alla nostra: realtà che rispetto e che trae la sua visibilità e la sua forza da una tipologia turistica di assoluto livello. Pietrasanta, al contrario, accoglie sia le famiglie più ricche che quelle con portafoglio assolutamente normale perché sul nostro territorio si trova ogni genere di offerta: lo stabilimento balneare stellato e quello più tradizionale, il ristorante di livello, vedi Filippo, Marcucci, Giacomo e altri per chi può spendere di più e ancora trattorie dove si mangia benissimo a prezzi contenuti. Insomma tutto questo lusso, fra Marina e il centro non lo vedo. E per quanto riguarda le feste su spiaggia, a differenza di Forte, noi non fissiamo limiti particolari se non quelli dettati dal buon senso e dal rispetto delle regole in tema di orari e volume della musica».
Già, ma anche Pietrasanta, negli ultimi anni, ha attirato investitori importanti vedi mr Luxottica Leonardo Maria Del Vecchio con Casa Fiori Chiari e Twiga, il duo Dimitri Kunz e Daniela Santanché che stanno definendo l’acquisto di due stabilimenti balneari a Fiumetto (uno dei quali di proprietà della famiglia Mallegni) e ancora imprenditori come Stefano Nesti (che di recente ha acquisito con la sua società le quote di maggioranza della Savema)e Attilio Bindi( vedi Canniccia).
«E tutto questo deve inorgoglirci perché dimostra l’appeal e le potenzialità della città: ma accanto a questi imprenditori ci sono poi le famiglie locali, quelle che ad esempio sul mare hanno tirato su attività con sacrifici e competenza e che hanno reso il nostro turismo una realtà importante e di riferimento. Un modo di fare turismo che non sarà stravolto dalla Bolkestein, anzi nei limiti del possibile faremo il possibile, come amministrazione comunale, per tutelare queste famiglie. E proprio in vista delle aste stiamo organizzando un ufficio ad hoc: sarà pronto entro la prossima estate. Un fatto è certo: se fino a 30 anni fa in pochi erano interessati a comprarsi uno stabilimento balneare e oggi, invece, anche a Marina di Pietrasanta, c’è la fila, significa che i nostri operatori turistici hanno lavorato bene. E questo va loro riconosciuto in qualche modo, a mio avviso». Pietrasanta dove però non è presente, e questo in ottica turismo è preoccupante, un albergo a 5 stelle.
«Parliamo di una carenza importante, ma che presto potrebbe essere colmata. Le opportunità, infatti, ci sono: vediamo come si sviluppa il progetto relativo al complesso degli ex Salesiani, ad esempio. Ma questa volontà di investire niente ha a che vedere, lo voglio sottolineare, con il lusso sbattuto in faccia alle altre persone: questo modo di fare infatti non ci appartiene. Teniamo molto – rilancia Giovannetti – alla nostra identità e faremo il possibile per preservarla attraverso i piani di settore, agli investimenti nel sociale e a una politica turistica all’insegna dell’accoglienza e della sicurezza».
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