Versilia, arrivano le Case di comunità: dove aprono, quando e come funzionano
Prevista anche l’apertura dell’ospedale di comunità al Tabarracci con 36 posti per le cure intermedie
VIAREGGIO. Il progetto delle Case di comunità dell’Asl, dopo qualche ritardo – dovuto anche alla complessità dei finanziamenti e dei cantieri del Pnrr – sembra prendere finalmente forma. Ma soprattutto comincerà a fornire i primi servizi sociosanitari ai cittadini. Che è quello che conta, al di là di cerimonie di inaugurazione e tagli del nastro.
Le prime tre strutture
Entro la fine di aprile, promettono dall’Asl, al Terminetto, a Camaiore e a Pietrasanta le Case di comunità cominceranno a essere operative. Per i viareggini, soprattutto quelli che abitano in periferia, sembra arrivato il momento di tornare ad avvalersi dell’ex distretto sanitario chiuso da tempo: adattato a sede vaccinale anti-Covid durante la pandemia, il centro del Terminetto è stato oggetto di lavori di ristrutturazione che lo renderanno un punto di riferimento per la città in materia di medicina e servizi connessi. Uno su tutti, la medicina legale. Che lascia la sede centrale del Tabarracci per trasferirsi, appunto, su viale Tobino dall’inizio di aprile. Al Terminetto, come in tutte le Case di comunità, ci saranno medici di famiglia, un servizio di pronto intervento – paragonabile a una guardia medica – ambulatori infermieristici e anche specialistici. Oltre al Punto unico di accesso, che rappresenta lo sportello per la persona non autosufficiente, anziana o disabile, che ha necessità di assistenza. Al Pua avviene la cosiddetta “presa in carico” dell’Asl, cioè l’avvio della procedura che consente di fornire l’assistenza sanitaria necessaria. Qui, tra l’altro, sarà possibile rivolgersi anche per questioni di carattere sociale, in un’integrazione delle pratiche che Asl e Comuni promettono di semplificare e rendere omogenee. Un modello simile sarà reso operativo all’ex ospedale di Camaiore, che rappresenterà il punto di riferimento per il territorio appunto camaiorese.
Il modello Versilia
La prima struttura del genere ad aprire, però, dovrebbe essere quella di Pietrasanta. Per cui era già previsto il via tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Qui l’Asl vuole replicare il modello della Croce Bianca di Querceta, che funziona molto bene. Per ora si parla, appunto, di modello Croce Bianca, ma l’obiettivo è estenderlo a tutta la Versilia. Il concetto è molto semplice: si basa sulla collaborazione tra Asl e associazioni di volontariato, che possono garantire la conoscenza del territorio e la capacità di essere capillari, raggiungendo la popolazione interessata. Così l’Asl ha deciso di stipulare una convenzione con la Croce Verde di Pietrasanta, a cui viene affidata la futura Casa di comunità di via Martiri di Sant’Anna. Ci sarà lo sportello del Cup, aperto con due operatori dal lunedì al sabato con orario 8-12,30 e anche nel pomeriggio di mercoledì (15-17): qui l’utenza potrà svolgere anche le pratiche amministrative relative alla scelta e al cambio del medico, al rilascio delle esenzioni per reddito e patologia e al rilascio o attivazione della tessera sanitaria. Inoltre ci sarà il centro prelievi, aperto con il seguente orario: segreteria, per accettazione e consegna referti, dal lunedì al sabato dalle 7 alle 10,30; prelievi ambulatoriali, dal lunedì al sabato, dalle 7 alle 10 (circa 50 prelievi al giorno). Grazie a questa convenzione, oltre a un ampliamento degli orari di apertura degli sportelli Cup, l’Asl “risparmia” quattro operatori propri: due infermieri e due Oss che verranno utilizzati per altre attività al Terminetto. L’accordo sarà valido fino al 2027.
I nuovi posti letto
L’altro obiettivo importante, per quanto riguarda il territorio, è l’Ospedale di comunità. L’Asl vuole aprire i primi 18 posti letto, sui 36 totali previsti, al Tabarracci: la scadenza che è stata messa per questo primo modulo di cure intermedie è maggio. Si tratta di una novità che cambierà profondamente il supporto ai pazienti, appunto, delle cure intermedie: finora la Versilia ha scontato la difficoltà di gestione dei pazienti che, senza necessità di ricovero in ospedale, hanno comunque bisogno di un’assistenza che non può essere fornita a domicilio. Resta il nodo del personale che dovrà garantire il corretto funzionamento di questi letti.
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=5936873)