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Tribunale

Studentesse uccise dall’auto a Lido: imputata verso il rito abbreviato

di Pietro Barghigiani
Studentesse uccise dall’auto a Lido: imputata verso il rito abbreviato

La consulenza di parte: blackout al volante per patologia alla testa

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LIDO DI CAMAIORE. La costituzione di parte civile dei familiari delle due vittime e la chiamata in giudizio come responsabile a livello di risarcimenti della Axa, compagnia assicurativa dell’auto che il 18 settembre 2024 guidata da una 45enne brasiliana, residente a Viareggio, travolse e uccise due studentesse tedesche sulla via Italica.

È stato un passaggio tecnico quello avvenuto ieri mattina davanti al gup Raffaella Poggi (pm dell’inchiesta Lucia Rugani) in cui è imputata Ana Katia Pereira Da Silva, 45 anni, per omicidio stradale con l’aggravante della fuga dal luogo dell’incidente e lesioni gravissime per i pedoni feriti. La donna si fermò dopo circa 250 metri in stato confusionale. Ma al di là degli aspetti procedurali definiti in parte nell’udienza in camera di consiglio, quello che sarà dirimente nel corso del giudizio (prossima data il 5 maggio) saranno le consulenze mediche. Quella di parte, presentata dai legali della donna, gli avvocati Massimo Landi e Nicola Bonuccelli, riferisce, a firma del medico legale Federico Martinelli, che quello che successe quel tragico pomeriggio di settembre fu la conseguenza della patologia della Da Silva accertata a livello cerebrale per la quale è stata operata con un decorso positivo. Ora sta bene e non ha più avuto quei blackout all’origine, secondo la difesa, della perdita di controllo alla guida della Mercedes GLA che provocò il duplice omicidio stradale.

Nella prossima udienza non è escluso che il gup disponga una perizia affidando a uno specialista il quesito sul quale la difesa dell’imputata ha già prodotto la sua consulenza medica rappresentando una risposta di non responsabilità della 45enne a cause delle sue condizioni di salute. Non ancora formalizzato, ma probabile come scelta processuale, il ricorso al rito abbreviato per Pereira Da Silva, da tempo libera senza restrizioni della libertà e con l’unico strascico, rispetto all’episodio di via Italica, di non avere ancora la patente.

A perdere la vita in una sequenza drammatica furono due studentesse di Duisburg in gita in Versilia con le rispettive classi, Jasmin Baousnina, 18 anni e Elis Eylul Donmez, di 17.

L’automobilista sudamericana dopo aver bucato uno stop all’altezza di via Trieste e invaso il marciapiede superando da destra un’altra vettura come in un inseguimento da film, ma senza auto da raggiungere, falciò un gruppo di ragazze inconsapevoli del loro destino. Per due di loro non ci fu niente da fare. La corsa della Mercedes Gla proseguì fino all’incrocio con via Colombo. Un missile fuori controllo che arrestò la marcia dopo circa 250 metri. «Non ricordo nulla, non so cosa è successo» disse alle persone che si era avvicinate all’auto dopo una carambola che di lì a poco si seppe essere mortale.

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