Il Tirreno

Versilia

Negozi storici

Viareggio, l’Alimentari Fiorelli compie 75 anni: «Noi, baluardo del commercio familiare»

di Roy Lepore

	Il titolare dell’alimentari Gino Fiorelli con la storica cliente Giuliana
Il titolare dell’alimentari Gino Fiorelli con la storica cliente Giuliana

L’attuale titolare è il nipote del fondatore, porta avanti l’attività con la moglie. Ecco la grande festa insieme alla clientela affezionata

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Un brindisi da parte di Gino Fiorelli e la moglie Clio con la clientela per festeggiare un traguardo importante della propria attività, l'Alimentari Fiorelli in via Aurelia Sud al Varignano: 75 anni di vita e di storia lavorativa.

La storia

Dal 6 gennaio del 1951 ne è passato del tempo, quando Gino e Floriana – i fondatori dell’attività – hanno dato vita a tutto quello che oggi è rimasto con orgoglio e che ha visto subentrare prima il figlio Giuseppe e la moglie Vanna, per poi passare il testimone a uno dei loro tre figli, Gino, che adesso in compagnia della moglie porta avanti questa attività di famiglia difendendo il buon nome di una famiglia di commercianti conosciuti e stimati non solo al Varignano ma in tutta la città.

Il loro negozio si trova ancora dove è nato: all’epoca intorno non aveva quasi nulla, mentre con il trascorrere del tempo il quartiere è cresciuto con la costruzione di case e condomini, tanto che oggi ha raggiunto una densità abitativa di ben 10mila abitanti: più di un paese. I Fiorelli sono integrati bene al Varignano e non si sono mossi da lì, perché si sentono parte attiva di questa comunità.

La festa e il traguardo

Ieri – 7 gennaio – a brindare, fra i primi clienti affezionati, è stata la signora Giuliana che è venuta ad abitare al Varignano nel 1952. «C'erano tanti campi e poche case – racconta – io abito in via Santa Marta e mi servo dai Fiorelli da sempre, prima con i nonni di Gino, poi con i suoi genitori e ora con lui. Mi sono trovata bene da sempre, perché questi negozi, ormai pochi quelli rimasti, danno la possibilità di sentirsi vicini l'uno con l'altro. È come si fosse fermato il tempo da quando ho messo piede qui dentro la prima volta».

Il 6 gennaio il negozio era chiuso ma ieri un brindisi non è mancato. «Abbiamo voluto condividere questo traguardo importante con tutta la nostra clientela, che abbiamo servito di generazione in generazione – spiega Gino – la conduzione familiare ha permesso di instaurare un rapporto di amicizia con chi ogni giorno, nonostante la presenza di supermercati nella zona, sceglie di continuare a servirsi da noi».

La riflessione

I tempi sono cambiati rispetto a prima: quando Gino e la moglie Floriana hanno aperto facevano credito a chi non poteva pagare subito, e allora davano a chi si trovava in difficoltà la possibilità di pagare a fine mese. Questo è stato molto apprezzato dalle persone, che proprio per questo motivo poi sono rimasti clienti affezionati anche con le nuove generazioni.

«Adesso non si potrebbe più fare una cosa del genere – ammette Gino – è ovvio che per i clienti che conosciamo, se c'è qualcuno che per una qualsiasi ragione ha un problema e un giorno non ha i soldi per pagare, la spesa la consegniamo lo stesso. Però fare come ai tempi dei miei nonni oggi non è più possibile».

Questo negozio rimane però ancora un luogo dove si può conversare, mantenere quel rapporto umano che in un grande centro commerciale non si può avere. È un valore aggiunto che hanno queste attività di quartiere, che però man mano che passa il tempo diminuiscono, soprattutto se non ci sono ricambi generazionali di famigliari che hanno voglia di proseguire quello che è stato costruito tanti anni fa. Fino a quando riusciranno a resistere questi baluardi, è senza dubbio un segnale importante per una comunità che potrà contare ancora su un negozio con alle spalle una storia importante. A Gino e Clio non resta che augurare ancora di proseguire con lo stesso entusiasmo di oggi. Ed hanno già dato l'appuntamento per spegnere le 80 candeline.

Primo piano
Sanità

Giovanni Bagnoni lascia la sanità pubblica: il dermatologo sceglie il privato

di Martina Trivigno e Franco Marianelli
Speciale Scuola 2030