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Lido di Camaiore, gli alberghi che chiudono e diventano case: cosa sta succedendo

di Gabriele Buffoni

	Il Piccolo Hotel
Il Piccolo Hotel

Dopo il Gigliola, anche nell’area del Piccolo Hotel sorgeranno 8 lotti residenziali. Bracciotti (albergatori): «servono strumenti per incentivare le strutture ricettive»

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LIDO DI CAMAIORE. Non sarò solo l’hotel Gigliola a scomparire per lasciare spazio a dieci nuovi appartamenti. In realtà la trasformazione della storica struttura di Lido è solo la punta dell’iceberg di un trend già iniziato da tempo: strutture alberghiere vuote da anni che vengono riconfigurate con cambi di destinazioni d’uso da immobili a funzione ricettiva a immobili a uso residenziale. Aprendo così le porte a costruttori e immobiliaristi.

È il caso, ad esempio, del Piccolo Hotel in via del Fortino, all’angolo con via XXV luglio, realizzato negli anni Trenta per poi essere modificato strutturalmente negli anni Sessanta. Una struttura per la quale la nuova proprietà che ha deciso di investire nella zona – un’impresa edile di Castelnuovo di Garfagnana – ha già chiesto e ottenuto lo svincolo dalla funzione ricettiva e il successivo cambio di destinazione d’uso: il progetto è di creare nello stesso terreno dell’ormai ex hotel otto appartamenti su quattro piani (con anche vano ascensore a collegarli). Alla ditta mancherebbe solo il titolo edilizio, un ultimo passaggio di stampo burocratico prima di aprire – nei prossimi mesi – il cantiere vero e proprio. Non è un caso infatti che proprio nell’ultimo consiglio comunale di fine anno sia stata discussa e approvata la richiesta di rateizzazione avanzata dalla ditta per il pagamento degli oneri di urbanizzazione (si parla di una cifra che supera quota 400mila euro).

Ma Lido è terra che fa gola a molti. E dunque oltre all’hotel Gigliola e al Piccolo Hotel non si può non citare il cantiere all’ex Villa Alice sul viale Colombo (che ha subito lo svincolo dalla funzione ricettiva da tempo, tant’è che i lavori sono ormai in fase avanzata), quello che riguarda l’Hotel Il Nove (dove dei 7 appartamenti in corso di realizzazione cinque risultano già venduti) e il progetto di trasformazione che investirà Villa Carla in via XXV luglio (anche in questo caso, l’ex hotel è già svincolato dalla passata funzione ricettiva).

«Purtroppo è un trend che è in essere da molti anni e che è cresciuto – commenta Maria Bracciotti, presidente degli albergatori di Lido – per i comuni è un’opportunità ghiotta di incasso immediato di importanti oneri di urbanizzazione ma per il turismo è una perdita significativa di posti letto che impoveriscono la nostra offerta versiliese con la conseguente perdita di tanti posti di lavoro, diretti e indiretti». Per questo gli operatori del settore chiedono al Comune «strumenti per incentivare la riqualificazione delle strutture ricettive – spiega Bracciotti – e una spinta significativa per poter pensare al futuro delle nostre aziende con agevolazioni fiscali e crediti d’imposta. Occorre il coraggio di pensare a lungo termine urbanisticamente e strutturalmente alla nostra destinazione turistica, oltre i propri mandati politici temporanei».

Da questo punto di vista l’amministrazione camaiorese si sta già muovendo. «Nelle prossime settimane – commenta l’assessore all’urbanistica Iacopo Menchetti – sarà avviata la formulazione della variante normativa al piano operativo che si occuperà anche di regolamentare in maniera precisa e puntuale questo tema, aggiornando i criteri e precisando le condizioni dello svincolo. I requisiti per quanto riguarda gli alberghi sono la prolungata inattività di oltre 6 anni e la modesta capacità ricettiva, con posti letto non superiori a 25-40 in base alla zona. Ma su questo bisogna fare le opportune valutazioni: da un lato – conclude l’assessore – c’è la necessità di tutelare l’offerta turistica, dall’altro di aggiornare i criteri per gli svincoli per evitare di congelare in uno stato di degrado progressivo aree importanti di lido frenando anche l’iniziativa privata». 


 

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