Viareggio, Federalberghi: «Stop agli svincoli per trasformare gli hotel in case»
La presidente Bracciotti: i Comuni si coordinino sul nuovo Testo del turismo
VIAREGGIO. I Comuni mettano un freno agli svincoli per trasformare gli hotel in appartamenti. «È un modo per fare cassa rapidamente, ma è una strategia miope. Perché impoverisce l’offerta turistica sul territorio, riducendo i posti letto a destinazione ricettiva».
Maria Bracciotti, imprenditrice alberghiera lidese e presidente di Federalberghi Versilia, si è già mossa «perché non solo il Comune di Camaiore in cui noi lavoriamo direttamente, ma anche le altre amministrazioni della Versilia prendano atto del nuovo Testo regionale sul turismo. Di cui siamo soddisfatti: è un importante tentativo di rimettere ordine nel settore. Dando a tutti coloro che ci lavorano le stesse regole, senza distinzioni che possano dare origine a una concorrenza sleale».
Le nuove normative presentate dalla Regione intervengono su un tema su cui gli albergatori sono storicamente sensibili: l’attività ricettiva dei privati. Su cui è stata annunciata una stretta, oltre che una regolamentazione ad hoc. «Nessuno ha qualcosa in contrario rispetto all’affitto del proprio appartamento o della propria casa – dice Bracciotti – ma qui stiamo parlando di un’attività imprenditoriale, che deve essere trattata come tale. Stesso gioco, stesse regole diciamo noi: chi lavora con i turisti deve farlo garantendo la sicurezza, sia dell’immobile che di tutte le persone interessate. Non è possibile mettere a disposizione di clienti che pagano un appartamento con impianti elettrici non a norma, o con caldaie malfunzionanti. E nemmeno si può accettare che non ci sia alcun controllo sugli ospiti, come invece avviene per gli alberghi che vengono monitorati dalle forze di pubblica sicurezza (a cui l’elenco degli ospiti deve essere fornito continuamente, per verificare che non ci siano ricercati o latitanti, ndr)». Di conseguenza, gli albergatori vedono di buon grado l’obbligo del cambio di destinazione d’uso della residenza privata che viene utilizzata per affitti turistici. Così come viene apprezzata l’opportunità di ampliamento riservata alle strutture alberghiere. Che potranno inglobare nell’offerta altri appartamenti o immobili vicini – aumentando così i posti letto disponibili – ma anche realizzare nuovi servizi, come palestre e centri benessere. Un’opportunità di investimento che ha un senso anche a scopo di “destagionalizzare” l’offerta, rendendola appetibile tutto l’anno.
Ma c’è soprattutto un punto su cui Federalberghi chiederà ai Comuni di muoversi: la questione dei cosiddetti svincoli alberghieri. Cioè la possibilità di trasformare una struttura ricettiva in appartamenti. È un vecchio tema, ma sempre molto attuale: prima di Natale Pietrasanta ha dato l’ok alla procedura per le Residenze turistico-alberghiere (Rta) sul territorio comunale, dietro pagamento di un 30% del valore commerciale dell’immobile. Ma anche Camaiore ha una decina di richieste in tal senso. «Siamo consapevoli che i Comuni incassano delle cifre per consentire questi svincoli, ed è un modo per ottenere un vantaggio immediato sui conti delle amministrazioni locali – dice la presidente di Federalberghi – Però è una strategia miope. Quando si riducono i posti letto a scopo ricettivo sul territorio, si impoverisce l’offerta turistica. E di conseguenza si impoverisce l’economia locale. Come Versilia, abbiamo già visto quasi dimezzati i posti letto delle strutture alberghiere: eravamo a oltre 400 hotel attivi, oggi non arriviamo a 300. Bisogna rendersi conto che un albergo aperto porta turisti, lavoro agli addetti diretti e all’indotto, con tante piccole ditte individuali che possono beneficiarne. È importante che i Comuni lo capiscano». Alle amministrazioni locali, cui la Regione ha affidato nuovi compiti sulla promozione, la Federalberghi chiederà ancora una volta «un coordinamento per politiche condivise sul turismo – conclude Bracciotti – È importante che ci siano le stesse risposte a esigenze che sono identiche, al di là del territorio comunale in cui si trova l’impresa turistica. Fondamentale, per esempio, potenziare la presenza della Versilia sul portale Visit Tuscany, che al momento ci vede poco protagonisti. A differenza di altre zone che sono molto pubblicizzate».
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